La medicina privata s’incatena in Regione Trattativa riaperta

Incontro con Zaia e Coletto, i tagli del 30% rivisti in cambio di riduzione degli sprechi e abbattimento delle liste d’attesa
Di Filippo Tosatto

VENEZIA. Camici bianchi incatenati all'ingresso di Palazzo Balbi. Quelli della medicina privata, in lotta con la Regione che ha tagliato del 30% il budget delle prestazioni convenzionate. Un colpo di scure da 50 milioni sui bilanci di cliniche, ambulatori diagnostici, laboratori, centri di riabilitazione: un microcosmo che incide per il 12% sul fatturato della sanità veneta e contribuisce a mantenerne elevati gli standard. Per contrastare la decisione della giunta - dettata dalla drastica flessione di fondi governativi (un miliardo in meno al welfare nel prossimo biennio) - le associazioni hanno raccolto 103 mila firme tra lavoratori, pazienti e familiari. «Il nuovo Piano socio-sanitario ci ignora, siamo esclusi anche dai tavoli tecnici eppure in alcune Ulss il privato accreditato garantisce il 50 e perfino il 70 per cento delle prestazioni nel campo della diagnosi e della riabilitazione, contribuendo a sfoltire le liste di attesa a costi inferiori rispetto al pubblico», è la denuncia di Lia Ravagnin, battagliera presidente dell’Anisap. La protesta veneziana non è caduta nel vuoto: il governatore Luca Zaia e l’assessore Luca Coletto hanno ricevuto una delegazione di manifestanti e l’incontro ha consentito di mettere a fuoco i rispettivi argomenti.

«La totale autonomia concessa ai direttori generali delle Usl sta creando una situazione caotica», lamentano le associazioni «chi ci chiede buste chiuse al massimo ribasso; chi vuole sconti del 20, 30, 40%; chi rinuncia tout court alle nostre prestazioni. Com’é possibile pianificare un servizio in queste condizioni? Grazie alla regressione tariffaria pratichiamo sconti elevatissimi alla Regione, dai noi la riabilitazione di un paziente costa 150 euro al giorno contro i 450 del day hospital pubblico, siamo pronti a ulteriori sacrifici ma questi tagli sono obiettivamente insostenibili, ne va della continuità del servizio sanitario e della salvaguardia dell’occupazione». «Comprendo la vostra situazione», la replica di Zaia «nel veneto la medicina convenzionata è un partner che integra il sistema pubblico e non vogliamo penalizzarla. Certo, non potremo garantirvi i budget precedenti, tutti i soggetti in ballo devono essere solidali, vi chiedo uno sforzo per eliminare gli sprechi residui e abbattere i tempi d’attesa dei pazienti, ancora troppo elevati. Da parte nostra, verificheremo le disponibilità di bilancio e vi convocheremo all’inizio della prossima settimana con una proposta concreta».

L’impressione è che una schiarita nella vertenza sia imminente. Oggi è in programma un riunione tecnica tra il governatore, Coletto e il segretario generale della sanità Domenico Mantoan. A quanto si è appreso, la giunta potrebbe ridurre sensibilmente i tagli, fino a dimezzarli, qualora i privati si impegnassero concretamente in due direzioni: l’eliminazione delle prestazioni “improprie” anche attraverso una rete informatica che segnali le «sequenze» onerose e superflue (tac e analisi in primo luogo); e l’integrazione della sanità pubblica nella fascia notturna e nei week end. Catene spezzate, allora?Lo sapremo presto.

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