Trasporti locali, con nuovi tagli sarà rivolta

PADOVA. Braccio di ferro fra le aziende del trasporto pubblico locale (Tpl) e la Regione: le voci su una possibile riduzione delle risorse destinate al trasporto su gomma, da 264,8 milioni di euro a 256, hanno provocato serie preoccupazioni per il futuro del servizio in Veneto.
«Se i fondi saranno decurtati» annuncia Lamberto Toscani, presidente di Confservizi Veneto, l’associazione di categoria che rappresenta il 98% del Tpl, «faremo causa alla Regione». E sarebbe la terza. Confservizi si è già rivolta due volte, con successo, al Tar contro i tagli della Regione da cui vanta un credito di 30 milioni, se il Consiglio di Stato confermerà la pronuncia del tribunale amministrativo.
«La somma a disposizione della Regione dal fondo nazionale» sottolinea Toscani, «è vincolata per legge e quindi non derogabile. L’assessore Renato Chisso continua a spremere un’arancia ormai arrivata alla buccia e non tiene conto che le aziende venete sono fra le più virtuose d’Italia, in grado di garantirsi il 45% delle entrate dai biglietti. Sono già due anni che raschiamo il barile, il sistema non regge a ulteriori tagli».
Ieri mattina Toscani ha radunato nella sede padovana di Confservizi i rappresentanti delle aziende di trasporto venete. «A Treviso» ha rimarcato Giulio Sartor, «stiamo aggregando quattro aziende in un’unica realtà (Mobilità di Marca, ndr), per perseguire economie di scala e risparmi. Siamo al limite. Nuovi tagli impedirebbero di garantire i servizi minimi che la Regione stessa ci chiede. Per questo ci appelliamo a tutti i consiglieri regionali: quando mercoledì (domani, ndr) saranno chiamati ad approvare il bilancio, siano responsabili».
Dal 2010 al 2012 il Tpl veneto su gomma ha perso 32 milioni di euro, passando da 287 a 255 milioni. E quest’anno il rischio è che dei 264,8 assegnati da Roma, ne vengano approvati a palazzo Ferro Fini appena 256. Confservizi ne chiede almeno quanti ricevuti nel 2010, ovvero 268, aggiungendo a quelli stanziati da Roma somme ricavabili dal fondo di perequazione. «Inaccettabile» tuona Luca Scalabrin, rappresentante dell’Actv di Venezia e presidente della commissione Trasporti di Confservizi, «la Regione è chiamata solo a girare alle aziende i fondi che arrivano dallo Stato. Non può toccarli. E quello che ci lascia basiti è che non intervenga invece a sostegno del Tpl anche con risorse proprie, come molte altre regioni. Non solo: anche l’anno scorso la prima tranche di finanziamenti è stata girata a giugno, dopo sei mesi di esercizio in cui le aziende hanno dovuto arrangiarsi con soldi propri». «Non si possono cambiare le regole in corsa» chiosa Cristina Mazzitello di BusItalia (Padova e Rovigo) siamo già a tre mesi di esercizio 2013 senza avere certezze».
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