Edilizia, nel Veneto mille imprese chiuse in tre anni
LONGARONE. Mille imprese chiuse in tre anni nel reparto legno-arredo in Veneto, 800 aziende in crisi dal 2009 al 2012, 3.800 imprese in meno nel settore delle costruzioni dal 2009 al 2012, con il numero di dipendenti che, complessivamente nei due settori, dal 2008 al 2012, è diminuito di quasi 34 mila unità. È allarme rosso per il comparto dell’edilizia stretto nei legacci del patto di stabilità degli enti locali. È quanto emerso ieri nel corso dell’11° Congresso della Filca Cisl del Veneto, alla fiera di Longarone da cui il segretario della Filca Belluno-Treviso ha lanciato la proposta alla politica: «Allentiamo il patto di stabilità permettendo a Comuni e Province di progettare lavori per rilanciare il settore».
I dati. Alla fine del 2012 le imprese attive in Veneto del comparto legno-mobilio erano 8.600, quelle delle costruzioni oltre 71 mila. Nell’insieme, costituiscono circa il 18% del totale delle imprese attive in Regione. In quattro anni, però, dal 2008 al 2012, il settore del legno ha perso in Veneto 12.500 posti di lavoro, e quello delle costruzioni ben 21.200, per un totale di 33.700 lavoratori in meno.
Per il comparto del legno le sofferenze maggiori si sono registrate nelle province di Verona e Rovigo (-14%), mentre per le costruzioni a Venezia e Verona (-6%). Calano anche le importazioni specie per le province di Treviso (da 350 milioni di euro a 318 milioni), Venezia (da 102 milioni euro a 68 milioni), Padova (da 126 milioni a 96) e Belluno (da 23 milioni a 16). A perdere il lavoro sono per lo più i giovani con meno di 30 anni per i quali nel quadriennio si registra un decremento del 32%. I lavoratori più “anziani” (over 55 anni) invece aumentano nel legno (+14%) e rimangono pressoché stabili nelle costruzioni.
Le maggiori diminuzioni di occupati nel quadriennio si osservano nelle province di Verona (-27%) e Venezia (-21%). Calate anche le assunzioni soprattutto nel Trevigiano (-3.700 assunzioni in meno).
Le ricette. Rispetto a questa situazione dalla Filca Cisl arriva anche l’allarme per le infiltrazioni criminali e illegali. «Dobbiamo vigilare in questo momento di crisi. Per evitare tutto questo sarebbe importante non solo che il governo sblocchi risorse perché le Pa paghino le imprese, ma anche che si allenti il patto di stabilità: solo così il settore potrà ripartire», ha concluso Federico. (p.d.a.)
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