Assegni privati ai partiti: ecco i contributi veneti

VENEZIA. Deputati e senatori versano parte delle loro indennità d’ufficio. Al pari di alcuni sindaci e consiglieri regionali. Poi ci sono le contribuzioni più o meno spontanee di manager di nomina pubblica e quelle delle imprese, che spesso scelgono di staccare l’assegno come persona fisica. Analizzando la rendicontazione del sostegno privato ai partiti in occasione delle ultime elezioni politiche, il primato, come ricostruito da il Fatto Quotidiano, spetta a Carla Anna Ilaria Borletti dell’Acqua, coniugata Buitoni. Per sostenere Scelta Civica ha versato nelle casse del partito di Mario Monti 710mila euro. Ma anche dal Veneto è arrivato un sostanzioso contributo in favore della lista Monti per l’Italia. Parliamo di Anna Lucia Balzan, console onorario del Principato di Monaco a Venezia nonché consorte di Mario Moretti Polegato, fondatore e presidente della Geox. Il contributo alla campagna per Monti è stato di 50mila euro, cifra pari a quella versata, ad esempio, da Alberto Bombassei. Il professor Gianpiero Dalla Zuanna ha contribuito con 18mila euro, Fabio Gava, non eletto, con 15mila, Andrea Causin con 10mila euro. Non risultano contributi, invece, da Ilaria Capua.
La mobilitazione per il Pd non è stata da meno. Pierpaolo Baretta, neo sottosegretario, ha versato la quota base prevista di 18mila euro, come Andrea Martella, Felice Casson, Alessandro Naccarato, Margherita Miotto. Paolo Giaretta ha girato 15mila euro. A sostegno del Pd di Padova hanno staccato un assegno i consiglieri regionali Mauro Bortoli (19.450 euro), Piero Ruzzante (9.500 euro) e Claudio Sinigaglia (11.750 euro). Ma anche il neo ministro Flavio Zanonato (18mila euro) e l’attuale sindaco vicario di Padova Ivo Rossi (5.400 euro). Cesare Pillon, a.d. di AcegasAps, ha versato 49.500 euro. Laura Puppato ha sostenuto il Pd Veneto (13.800 euro), mentre per i democratici di Venezia si sono spesi Andrea Ferrazzi (5.520 euro), Giampietro Marchese (5.400 euro), Arcangelo Boldrin (2mila euro) e anche l’ex Actv Marcello Panettoni (7.800 euro).
La Lega Nord ha avuto 6mila euro da Luca Baggio, 30mila euro da Massimo Bitonci, altri 20mila da Mara Bizzotto, 16mila euro da Federico Caner, 31mila da Corrado Callegari, 17.800 euro da Roberto Ciambetti, 9mila da Maurizio Conte, 29mila da Manuela Dal Lago. Giampaolo Dozzo e Guido Dussin hanno staccato assegni di importi superiori ai 36mila euro, Paola Goisis per 29mila euro, Franco Manzato per 26mila euro. C’è anche il governatore Luca Zaia con 8.900 euro.
In casa del Popolo della Libertà, tra i veneti il primato spetta a Niccolò Ghedini. L’avvocato di Silvio Berlusconi, oltre alla quota base per gli eletti da 9.600 euro, ha versato al partito altri 25mila euro. Contributi “standard” da 9.600 euro per Maria Elisabetta Alberti Casellati, Filippo Ascierto, Aldo Brancher, Renato Brunetta, Piero Longo, Lorena Milanato, Maurizio Paniz, Maurizio Sacconi. Con quote differenti hanno contribuito alle spese per l’ultima campagna elettorale del Pdl anche Dario Bond (5.500 euro), Anna Cinzia Bonfrisco (12.100 euro), l’assessore regionale Maria Luisa Coppola (5mila euro), il neo sottosegretario alle Finanze Alberto Giorgetti (8.800), Remo Sernagiotto (6.500 euro) e Carlo Alberto Tesserin (6.500 euro). Così come l’ex premier Berlusconi, nemmeno Giancarlo Galan risulta tra i sostenitori privati.
Matteo Marian
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








