A Venezia gli alberghi più costosi d’Europa

VENEZIA. Venezia città più cara d’Europa, almeno per i prezzi dei suoi alberghi. Maggio, che porterà con la Biennale Arti Visive un profluvio di mostre di rilievo internazionale e una clientela in linea - per numero e potere d’acquisto - disposta a spendere e a fermarsi a Venezia, segna infatti un aumento medio record del prezzo delle camere degli hotel, che a fine mese saranno però introvabili. Addirittura un più 38 per cento, secondo il Trivago Hotel Price Index (tHPI), il sito Internet specializzato che ogni mese analizza l’andamento del prezzo medio per camera a notte negli hotel italiani ed europei.
L’aumento generale a maggio per i prezzi delle camere d’albergo è del 12%. In particolare Venezia risulta la città più cara d’Europa per le tariffe alberghiere, con un balzo del 38%, che porta il costo medio giornaliero del soggiorno negli alberghi veneziani a 281, battendo altre grandi città europee come Ginevra, Londra, Stoccolma e Parigi, che registrano un prezzo medio rispettivamente di 278 euro, 204, 200 e 193 euro a notte. Maggio registra un rialzo generale del prezzo medio tra le città d’arte italiane che salgono del +20%, come Firenze, dove la stanza costa in media 165 euro a notte. Nel confronto con maggio 2012, alcune tra le principali città italiane subiscono una flessione che arriva al 17%, come nel caso di Torino dove il prezzo è sceso da 133 euro a 110 a notte; altre mete come Bologna, Napoli e appunto Venezia, invece, hanno mantenuto una costante risalita negli ultimi 12 mesi con incrementi rispettivamente del 16%, 5% e 8%.
Non fa una piega, di fronte al maxiaumento dei prezzi delle stanze di hotel a Venezia registrato da Trivago il direttore dell’Ava, l’Associazione veneziana albergatori Claudio Scarpa.
«Il mercato alberghiero veneziano» commenta «è fatto di grande stagionalità e i mesi d’oro restano maggio e giugno, oltre che settembre e ottobre. È pertanto del tutto naturale che a maggio si registri un buon incremento dei prezzi delle camere d’albergo, perché sono proprio questi periodi che consentono di recuperare un andamento dell’annata turistica che almeno fino a marzo è stato decisamente negativo. Ora, con l’arrivo della Biennale, le cose cambiano in meglio e anzi bisognerebbe riuscire a “spalmare” le manifestazioni della Biennale sull’intero periodo dell’anno, per i benefici che portano anche al turismo in città e soprattutto alla sua qualità, non solo ai fini dei pernottamenti. Come dice un mio amico albergatore, quelli che arrivano a Venezia in occasione della Biennale sono turisti che girano per le calli con la testa verso l’alto, ben diversi da quelli che arrivano in città a luglio e agosto». (e.t.)
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