Il federalismo all’italiana la grande incompiuta

PADOVA. Ieri è stato presentato con un convegno fitto di interventi, coordinato dal direttore de «Il Mattino di Padova», Antonio Ramenghi, il libro di Luca Antonini «Federalismo all’italiana, la grande incompiuta», giunto già alla terza edizione. È la storia fallimentare del ripetuto tentativo di riformare e modernizzare la seconda parte della Costituzione. Il professor Antonini, ha messo su carta le esperienze accumulate nella commissione sul federalismo, esperienze e conoscenze che hanno spinto, come è stato annunciato ieri durante il convegno, il ministro Quagliarello ad affidargli l’incarico di capo del dipartimento Riforme istituzionali del ministero.
«Siamo sprofondati» ha detto il Magnifico Rettore Giuseppe Zaccaria «nella palude del non fare. Tutti i tentativi di riforma costituzionale in senso federale e di trasformazione istituzionale si sono arenati. Federalismo deriva dal latino foedus, patto, un patto che esige reciproca fiducia, solidarietà tra le parti in vista di un bene comune».
Il federalismo rompe gli schemi, sposta gli equilibri politici, distrugge le rendite di posizione di una burocrazia intricata che gode dell’appoggio dei partiti. Il sindaco-reggente Ivo Rossi dice che si tratta di smontare una macchina e di rimontarne i pezzi per farla funzionare correttamente, è un’operazione difficile perché comporta una presa di responsabilità sconnessa rispetto ad un consenso a breve termine. Rossi ha aggiunto che i tempi sono maturi per l’eliminazione delle Province.
Poi l’intervento dell’ex presidente della Camera Luciano Violante che pescando dal libro ci offre subito un dato intrigante: in Veneto per un ettaro di foresta si spendono 65 euro, in Sicilia 1475. Violante fa un po’ la storia dei passi perduti alla ricerca di un federalismo che ha tratti fantasmatici, siamo ben lontani dagli Stati Uniti d’Italia auspicati dal Cattaneo.
Aldo Comello
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