Guerra di correnti il Pd dilaniato Segreteria allargata
ROVIGO. Il Partito Democratico? Dopo le imboscate a Marini e a Prodi ha perso la bussola e naviga a vista, dilaniato dalle lotte tra le correnti, una competizione così agguerrita che se si tramutasse in programma di lavoro garantirebbe la leadership per l’intera legislatura. Invece no. La guerra delle correnti è finalizzata solo alla conquista dei posti di potere e la battaglia inizia fin dalle primarie, un’autentica vergogna. Sono quasi le 14 quando Simonetta Rubinato, deputata trevigiana alla terza legislatura, sindaco di Roncade, mette il dito nella piaga e nella sala i commenti si sprecano. Pochi applaudono.Sarà il congresso di ottobre a decidere quale rotta dovrà prendere il Pd in Veneto e ieri la segretaria uscente Rosanna Filippin ha aperto la corsa per il voto del 2015: basta con le proteste di piazza e il corteggiamento stile ’68 ai «grillini», va selezionata una classe dirigente che sappia governare per far ripartire la Regione bloccata dall’immobilismo della Lega. Primo ostacolo da superare: la gestione del partito. La Filippin sarà affiancata da un pool di collaboratori eletti venerdì 31 maggio a Padova: al suo fianco ci dovrebbero essere l’onorevole Alessandro Naccarato, nominato coordinatore dei parlamentari; Lucio Tiozzo, capogruppo Pd in Regione, forse Simonetta Rubinato per l’area Fioroni e un esponente dell’area Renzi. Resta da capire se il gruppo che fa riferimento al senatore Felice Casson, presidente dell’assemblea veneta Pd, aderirà alla segreteria-allargata: la polemica antiCav sulla giustizia ha tracciato una profonda divisione tra l’area Casson-Marino ed Epifani-Bersani.
Tutto è in movimento e per capire se il Pd veneto avrà ancora in Enrico Letta il suo punto di riferimento bisognerà attendere l’esito dei congressi e la composizione dei 20 puzzle regionali. Ieri, per dirla con le parole dell’onorevole Davide Zoggia, si è ribadito che «dobbiamo sostenere il governo senza indugi, anche se a giudicare dagli interventi non tutti sono d’accordo e le divisioni pesano». In sala, a Rovigo, non si sono fatte vedere né la senatrice Laura Puppato né l’onorevole Alessandra Moretti, due tra i più apprezzati volti tv della stagione del «giaguaro».
Le divisioni pesano: lo ricorda con amarezza anche la senatrice Rosanna Filippin: «Gli errori commessi durante l’elezione del presidente della Repubblica hanno portato a galla i limiti strutturali di un partito che deve rifondarsi sulla base del principio di lealtà e correttezza. Basta con le imboscate, ora dobbiamo sostenere il governo Letta».
E nel corso del dibattito, il ministro Zanonato, il sottosegretario Baretta, Naccarato, Tiozzo, la Filippin e Ruzzante hanno delineato un’agenda di lavoro: abolizione delle Province e nascita della città metropolitana di Venezia con Padova e Treviso annesse. Abolizione dei comuni sotto i 5 mila abitanti, alta velocità fs da completare per consentire al metrò Sfmr di entrare a regime sul quadrilatero Mestre-Castelfranco-Treviso-Padova. E poi la nascita del Politecnico con il coordinamento dei tre atenei dopo il patto di Univeneto siglato dai rettori.
Se questa è l’agenda della sfida elettorale del 2015, il presente ha in Zanonato e Baretta i due interpreti dell’azione di governo. Si parte dal rinvio dell’Imu a settembre sulla prima casa: il governo è veramente andato in gol, come ha detto Alfano?
«Si fa quel che si riesce a fare, il bilancio era già fatto. Il governo non ha trovato un tesoro o delle risorse nascoste, i conti erano quelli di Monti. Perché spostiamo la rata e non l’azzeriamo? Perché costa 2 miliardi e per toglierla bisogna trovare l’equivalente di 2 miliardi. La decisione importante è quella di consentire alle pubbliche amministrazioni di pagare i debiti. E poi abbiamo trovato il miliardo per la cassa integrazione. Sull’Imu avevo chiesto venisse tolta anche dai capannoni, ma le risorse non ce l’hanno consentito. Per le aziende la novità è che si potrà detrarre nel 2014 l’Imu pagata nel 2013 sugli immobili produttivi e alle famiglie per la prima volta sono state tolte delle tasse. Non era mai successo».
Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia, aggiunge: «Il miliardo assegnato per la Cig dovrebbe consentire di reggere questa emergenza drammatica». Tra un mese c’è un’altra grana, l’aumento dell’Iva. «Bisogna evitare che scatti. C’è poi da definire il piano giovani e la riforma sulla tassazione della casa entro il 31 agosto. Ce la faremo».
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