Zorzato: «Sì allo scambio di cubature»

Tavolo tecnico per la definizione delle «varianti di ritorno» e dello stop al consumo di suolo. Spunta un nuovo Piano casa
Di Daniele Ferrazza

VENEZIA. Lo stop al consumo del suolo nel Veneto sta per prendere la forma di un disegno di legge di iniziativa della giunta regionale. Che avrà la firma del governatore Luca Zaia, che ci tiene particolarmente, e del vicepresidente Marino Zorzato, che ha il compito di tradurre in norme giuridiche ciò che larga parte dei veneti sta chiedendo a gran voce anche dopo i recenti disastri ambientali seguiti alle piogge degli ultimi giorni. Tempi previsti: l’estate.

«L’impresa è tutt’altro che semplice – ammette Marino Zorzato -, ma va detto che finora tutte le norme decise in questa legislatura vanno già in questa direzione: dalla legge urbanistica 11 del 2004 al piano casa, dalla legge sul commercio al Prtc che è la madre di questa normativa. Anche il nuovo piano casa, che presto approderà in consiglio, va in questa direzione». Si tratta, quest’ultimo, di una norma che «consoliderà» i benefici previsti dal piano casa del 2011, con possibilità di aumenti di cubatura nel caso di rinnovo completo del patrimonio edilizio.

Sul tema del consumo del suolo Zorzato ha avviato, nei mesi scorsi, un tavolo di lavoro tecnico composto dai rappresentanti dell’urbanistica regionale, dai rappresentanti dei costruttori e dei professionisti, dall’avvocato Bruno Barel. Le ipotesi sul tavolo sono molteplici:si va da una semplificazione molto spinta alle procedure autorizzative a un progetto di rilancio delle periferie urbane, dalla possibilità di dichiarare di pubblico interesse alcuni quartieri per agevolarne il rinnovo edilizio alle cosiddette varianti di ritorno. Si tratta, in questo caso, della possibilità di «comprare» le cubature autorizzate e mai realizzate e di spostarle in luoghi diversi, creando praticamente una «borsa dei metri cubi» a disposizione dell’amministrazione comunale.

«Il lavoro sin qui compiuto dalla Regione è importante – aggiunge Marino Zorzato – la legge sullo stop al consumo del suolo sarebbe una ciliegina sulla torta. Non mi sottraggo alle difficoltà di ordine legislativo, anche perché al di là dei molti slogan non c’è nessuna regione in Italia oggi che ha legiferato in tal senso».

Marino Zorzato sta lavorando anche a un a«accorpamento» delle norme urbanistiche, una sorta di «Testo unico» che possa fare ordine in una materia di particolare complessità e che nasconde mille escamotage speculativi: «Ma certamente l’adozione del Piano territoriale regionale di coordinamento segnerà un punto fermo nelle politiche urbanistiche del Veneto – conclude Zorzato – . L e osservazioni scadono a fine luglio e poi, con l’adozione definitiva da parte della giunta regionale, saremo in salvaguardia». Con questi strumenti, per Zorzato si farà strada la concreta possibilità di «restituire a uso agricolo pezzi di campagna». Tempi? L’estate, come chiesto da Zaia. Una richiesta che, partita dalla Coldiretti regionali, trova alleati l’Unione delle bonifiche e persino l’associazione dei costruttori: «Lo stop al consumo del suolo può diventare una straordinaria occasione per riprogettare il Veneto – ammette Luigi Schiavo, presidente Ance –. Tutti stanno prendendo questa direzione».

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