Alfano: «Sì, la questione veneta esiste»

Il ministro a Venezia promette un «federalismo accentuato». E annuncia tavolo per affrontare il problema accattonaggio
Di Roberta De Rossi
Interpress/Mazzega Morsego Venezia, 28.04.2014.- Prefettura di Venezia, Conferenza Stampa con il Min.Angelino Aldfano.- Nella foto in prima fila i Prefetti veneti
Interpress/Mazzega Morsego Venezia, 28.04.2014.- Prefettura di Venezia, Conferenza Stampa con il Min.Angelino Aldfano.- Nella foto in prima fila i Prefetti veneti

VENEZIA. Un’«Agenda Veneto» per rispondere al vento indipendentista che spira forte, alla rabbia montante verso uno Stato che incassa tasse e non restituisce altrettanti servizi, al senso di insicurezza sociale che serpeggia tra la popolazione. L’annuncia il ministro dell’Interno Angelino Alfano, al termine di una tre ore di incontro con i prefetti della regione, il presidente Zaia, amministratori veneziani. «Un’agenda veneta» su federalismo, servizi pubblici, sburocratizzazione, lotta all’accattonaggio, per la quale basterà attendere qualche settimana per far l’eventuale tara tra impegni concreti e campagna elettorale.

Fermenti indipendentisti. «Esiste una questione veneta che sarà messa al centro dell’ azione di governo, nel rapporto con le regioni», ha commento il ministro degli Interni, «in termini di proteste sociali, di inchieste anche penali e di forte disagio di un territorio che non può sentire lo Stato ostile: lavoreremo perché i veneti non lo percepiscano più così. Sono un popolo straordinariamente operoso, che ha contribuito tantissimo alla grandezza della nazione e non può essere corrisposto con disattenzione dello Stato».

I giornalisti incalzano: più concretamente? «Pensiamo che il Veneto possa essere la base sperimentale di una forma di federalismo accentuato e spinto, perché c’è l’ esigenza di una maggiore corrispondenza tra le tasse versate a Roma e i servizi generati dallo Stato qui: questione sacrosanta sulla quale non chiuderemo gli occhi. La riforma in corso del titolo V della Costituzione può essere il luogo dove affrontare la questione veneta». Per indicazioni più di merito, la palla passa al governo: «Rispetto ai moti indipendentisti e agli eccessi, la risposta non è chiudere gli occhi, ma accentuare l’autonomia e migliorare i servizi statali».

Nel suo incontro, il presidente della Regione Luca Zaia ha «sollecitato il ministro a non prendere sottogamba questo serio grido d'allarme, il tema dell'autonomia e della voglia di indipendenza dei veneti non si risolve con un'aspirina. Non si possono dipingere i veneti autonomisti come quattro sprovveduti che girano con la bandiera di San Marco: il sentimento indipendentista e autonomista è diffusissimo e interessa tutte le classi sociali e nasce dall'assenza totale di risposte da parte di Roma. Il Veneto ha sempre ambito a un'autonomia mai ottenuta. Se Roma continuerà a dormire è inevitabile che il Veneto si organizzerà».

Sicurezza e accattonaggio. Non solo federalismo. Il ministro Alfano annuncia «l’immediata costituzione di un tavolo per affrontare il tema dell’accattonaggio». E sottolinea come i dati diano in grande flessione i «reati di tipo predatorio» e poi cita Venezia come esempio: meno 27,5% furti in abitazione, meno 16,4 nel Veneto orientale; meno 57% di rapine a Venezia e nel totale della provincia meno16,9. Statistiche raccolte dalle segnalazioni dei prefetti veneti che inducono a parlare di «un grande elemento negativo sulla percezione della sicurezza della popolazione e sulla necessità di svoltare sul tema dell’accatonaggio: bisogna distinguere tra reale povertà, bisogno e assistenza necessaria attraverso comuni, Caritas, enti e, invece, tutto quello che trasforma chi chiede la carità in manovalanza della criminalità organizzata, in professionisti dell'essere mendicanti. Voglio annunciare da Venezia un’iniziativa per fare squadra tra lo Stato e le polizie locali per trovare una soluzione urgentissima a tale questione, che incide sul bisogno di sicurezza urbana del Veneto».

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