Zaia esulta: «Renzi accetta i costi standard»

Il governatore del Veneto soddisfatto: il nostro obiettivo numero uno è stato raggiunto, bisogna tagliare gli sprechi
Di Albino Salmaso

ROMA. Luca Zaia esulta. Davanti alle tv ruba il mestiere a Matteo Renzi e racconta la vittoria contro gli sprechi: il governo ha accettato i costi standard, un risparmio di 30 miliardi. «Il nostro obiettivo numero uno è stato raggiunto», dice il presidente della giunta veneta davanti a Montecitorio. Stop ai tagli lineari, quei 4 miliardi diventati 5,6 con le eredità Letta e Monti, non verranno applicati in base alla spesa storica, ma tutto verrà rivisto con i costi standard. Insomma, se una siringa in Veneto costa 6 centesimi e 16 in Sicilia, a tagliare gli sprechi sarà Crocetta e non Zaia. La rivoluzione copernicana della spesa pubblica matura in un’ora: Renzi convoca alle 8 i presidenti di Regione e a palazzo Chigi si presentano Chiamparino, Zaia, Rossi, Caldoro, Zingaretti e gli altri governatori alle prese con l’incubo dei tagli. 4 miliardi di minori trasferimenti nel 2015, il saldo non cambia ma su come dividere la torta si può discutere. Matteo Renzi va subito al sodo: «Sui costi standard io ci sto, fatemi una proposta rigorosa perché a fine anno presenterò il dossier sugli sprechi della pubblica amministrazione, a Roma ci sono affitti imbarazzanti, cose che voi umani non immaginate, io pago il doppio di Zaia», dice il premier.

Prende la parola Sergio Chiamparino, il presidente-portavoce che mette sul tavolo altre emergenze: viabilità e scuole sono funzioni che le Province debbono cedere alle Regioni, bisogna rifare i conti dei tagli e i governatori hanno assolutamente bisogno di esercitare i poteri di commissario quando scoppia un’emergenza: l’alluvione di Genova insegna. Servono poteri speciali come quelli affidati alla Protezione civile di Gabrielli. Arriva anche il turno di Luca Zaia, il vero interlocutore del premier Renzi, che mette in fila i problemi: ok ai poteri di commissario, ok all’abolizione delle Province ma salvate quelle montane di Sondrio e Belluno. Riforma pubblica amministrazione: «Voglio poter licenziare e non sospendere un dirigente trovato con le mani nella marmellata e la legge oggi non me lo consente». Non é finita. «Il patrimonio pubblico si può vendere solo con il modello Usa: si batte il prezzo e lo si aggiudica al rialzo o ribasso al termine dell’asta».

Poi parlano Caldoro e Rossi, alle 9,15 l’incontro si scioglie e Luca Zaia sorride davanti alle tv: «L’obiettivo numero uno, i costi standard come criterio basd per razionalizzare la spesa pubblica, è stato raggiunto. Ora tutti, le Regioni al loro interno e Renzi per la parte che compete ai costi della pubblica amministrazione a cominciare dai ministeri, devono fare la loro parte. Il problema non è trovare 4 miliardi, è come farlo senza colpire le Regioni virtuose. Con i costi standard se ne possono trovare anche di più. Il Veneto è pronto e ha dimostrato che così si possono risparmiare anche 30 miliardi l’anno», spiega il governatore del Veneto.

«Sono assolutamente d’accordo sul taglio di 18 miliardi tasse ai cittadini e alle imprese, anzi, se ne possono trovare anche di più raschiando le spese irrazionali o improduttive, basta utilizzare i costi standard. Abbiamo una società qualificata come la Sose che li ha determinati chiaramente. Tutto è pronto, ora si parta. Renzi ci ha garantito che entro fine anno sarà pronto il panorama di costi e tagli degli apparati centrali dello Stato e non dubito che le Regioni faranno altrettanto determinando le loro azioni di risparmio sulla base dei costi standard. Ne sono così convinto che ho chiesto a Renzi di intervenire d’autorità, ope legis, se qualcuno si tirerà indietro. Il Veneto, che sui costi standard ha costruito una sua battaglia storica, è pronto. Se per caso, invece, dovesse riapparire la logica dei tagli lineari ho detto chiaro al Premier che ci opporremo con tutte le nostre forze perché ci sarebbe il rischio concreto di mandare in rovina le Regioni virtuose. E questo non conviene a nessuno, nemmeno a Renzi», conclude Luca Zaia. I costi standard solo il Dna del federalismo fiscale e tra quindici giorni Chiamparino passerà dalla parole ai fatti: le tabelle della Sose sono pronte, basta applicarle e decidere che le siringhe costano 6 centesimi in tutt’Italia.

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