G8, è stato un veneto a far condannare l'Italia

PADOVA. E' un veneto, Arnaldo Cestaro, 75 anni, di Rifondazione comunista, l'autore del ricorso che ha originato la sentenza della Corte europea che condanna l'Italia per tortura, in relazione ai fatti del G8 alla scuola Bolzaneto.
Arnaldo Cestaro è nato ad Agugliaro, in provincia di Vicenza, l’11 maggio del 1939. Oggi ha 75 anni. Fin da giovane aderisce al Partito Comunista e, nell’estate del 2001, parte per Genova con i compagni delle sezioni di Rifondazione Comunista di Vicenza e di Montecchio Maggiore. Arrivato nel capoluogo, il 21 luglio partecipa alla manifestazioni pacifiche della mattinata e, verso sera, decide di trascorrere la notte in città ma, non conoscendola, chiede quindi consiglio ad una signora che lo accompagna alla scuola Diaz.
Cestaro si trovava all’interno della scuola al momento dell’irruzione delle forze dell’ordine. All’epoca dei fatti l’uomo aveva 62 anni: fu picchiato più volte, e in seguito al pestaggiò riportò fratture multiple. L’Italia, ha stabilito la Corte, «dovrà versare a Cestaro un risarcimento di 35mila euro».
«La Corte - si legge nel documento pubblicato sul sito della Corte di Strasburgo - ha riscontrato una violazione dell’articolo 3 della Convenzione, a causa dei maltrattamenti subiti da Cestaro e di una legislazione penale inadeguata per quanto riguarda sanzioni contro gli atti di tortura e misure dissuasive che prevengano la loro reiterazione». «Dopo aver sottolineato il carattere strutturale del problema - si legge ancora - la Corte ricorda che, per quanto riguarda le misure per rimediare, gli obblighi positivi che spettano allo Stato italiano in merito all’articolo 3, possono compore un quadro giurico appropriato, anche attraverso disposizioni penali efficaci» .
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