Negri, cancellato il diritto al vitalizio

Tolto il privilegio agli ex parlamentari condannati: ecco chi in passato ha avuto guai con la giustizia
22/09/03 TONY NEGRI - FILOSOFO
22/09/03 TONY NEGRI - FILOSOFO

PADOVA. Condannato a dodici anni, l’8 giugno 1987, dalla Corte d’assise d’appello di Roma nell’ambito del processo “7 aprile” (sentenza confermata in Cassazione nel 1988), l’onorevole Antonio Negri, detto Toni, rischia di perdere, dall’inizio di luglio, il vitalizio parlamentare di 2.066,10 euro mensili.

Negri, padovano, classe 1933, eletto deputato del Partitito Radicale, nel 1983, in virtù di oltre 13 mila preferenze, sembra destinato a incorrere nel dettato dell’articolo 1 della delibera «cessazione dell’erogazione degli assegni vitalizi e delle pensioni a favore dei deputati che abbiano riportato condanne definitive per reati di particolare gravità», approvata giovedì dall’Ufficio di presidenza di Montecitorio.

Il vitalizio verrà infatti revocato ai parlamentari che abbiamo riportato «condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a sei anni, così determinata ai sensi dell’articolo 278 del codice di procedura penale».

Ma chi sono gli altri deputati e senatori veneti che riscuotono mensilmente il vitalizio e che in passato sono incorsi in guai giudiziari? Aldo Brancher, nato a Trichiana (nel Bellunese) ma residente nel Veronese, ministro per 17 giorni nel 2010, è stato condannato a due anni di reclusione e quattromila euro di multa, nell’agosto 2011, per ricettazione e appropriazione indebita nel caso Antonveneta. Tuttavia la sentenza non è stata eseguita perché i fatti ricadono nell’indulto voluto dall’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella. Brancher era già stato condannato dopo Tangentopoli, a due anni e otto mesi, per finanziamento illecito ai partiti e falso in bilancio. In Cassazione però il primo reato è caduto in prescrizione, mentre il secondo è stato depenalizzato dal secondo governo Berlusconi. Brancher riuscuote un vitalizio mensile di 3.212,31 euro.

Più volte ministro e deputato socialista dal 1976 al 1994, il veneziano Gianni De Michelis, classe 1940, coinvolto in Tangentopoli, è stato condannato in via definitiva a un anno e sei mesi patteggiati per corruzione nell’ambito delle tangenti autostradali del Veneto e a sei mesi patteggiati nell’ambito dello scandalo Enimont. La pena è stata sospesa con la condizionale. De Michelis ha diritto a un vitalizio di 5.174,79 euro.

Diciannove mesi patteggiò nel 1995 l’ex senatore democristriano Maurizio Creuso, che introita un vitalizio di 2.190,25 euro.

Un anno e cinque mesi per corruzione, nell’ambito dell’inchiesta sulla costruzione del Tribunale, ha patteggiato Settimo Gottardo, che fu sindaco democristiano di Padova dal 1982 al 1987. Per lui un vitalizio mensile di 2.866,41 euro. Nel maggio 2013 l’ex senatore trevigiano della Lega Nord Piergiorgio Stiffoni (5.018,07 euro di vitalizio) è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione, previo patteggiamento, in relazione alla gestione (tra il 2008 e il 2009) dei fondi del Carroccio.

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