«Amministratori, conoscete i vostri doveri»

Il richiamo del sottosegretario alla Difesa, Alfano, sugli immigrati. Frenata sulla leva civile
Borin Conegliano sfilata Alpina Triveneta, da sx il sindaco Zambon, il sottosegretarario alla difesa Gioacchino Alfano, Luca Zaia e Sebastiano Favero
Borin Conegliano sfilata Alpina Triveneta, da sx il sindaco Zambon, il sottosegretarario alla difesa Gioacchino Alfano, Luca Zaia e Sebastiano Favero

CONEGLIANO. Per le casse dello Stato sarà più facile cedere le caserme piuttosto che concedere la leva civile, quella chiesta a grande voce dall’Ana. Lo ha detto ieri a Conegliano il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano. L’Ana chiede da un minimo di 2/3 mesi ad un massimo di 8 per un servizio obbligatorio civile, con possibilità di svolgerlo anche in ambito militare. La sua risposta? «Stiamo valutando l’impatto anche sull’organizzazione militare. Noi cerchiamo intanto di qualificare i volontari che già abbiamo dentro al mondo militare»

Non ci sono i soldi?

«Ci stiamo pensando»

E’ più facile, quindi, la cessione ai Comuni delle ex caserme? Lei, avendo la delega al patrimonio, ha sottoscritto con Vittorio Veneto un accordo che scade fra 5 mesi. Il ministero ha aperto una trattativa anche con Treviso.

«Le amministrazioni locali, dopo i protocolli che abbiamo sottoscritto, stanno un po’ in affanno, quindi cerchiamo di venire incontro alle loro difficoltà, magari con delle premialità. Questo, infatti, è il momento meno favorevole per le valorizzazioni, perché oggi solo il fatto di custodire una caserma comporta degli investimenti»

E c’è il rischio, infatti, come nel caso di Vittorio Veneto, che l’abbandono le deteriori. Tanto vale cederle gratuitamente o in comodato d’uso. «Quando una sede militare non è indispensabile, la stiamo lasciando, anche gratuitamente. Il mondo militare un tempo era rigido ora se non si usa più qualche caserma vengono fatte anche cessioni gratuite. Noi vogliamo dar fiducia ai Comuni. Al federalismo demaniale noi ci crediamo».

Gli alpini, qui a Conegliano, si sono dichiarati disponibili ad impegnarsi sul fronte dell’accoglienza ai profughi, nei casi di emergenza, se così verrà chiesto loro e se le regole d’ingaggio saranno precise.

«Gli uomini e le donne che che hanno assiepato il percorso della sfilata ci hanno insegnato che dobbiamo essere seri nell'adempimento dei nostri doveri. Dobbiamo essere capaci di coniugare l'esigenza dell'accoglienza con le condizioni dei nostri italiani. Questo è un binomio indispensabile ma in questa partita l'Europa non deve essere solo nostro alleato, ci deve coordinare dall'alto. La nostra posizione geografica è tale da renderci accoglienti in automatico, ma siamo però al limite delle nostre possibilità». In sostanza?

«Per la storia che rappresentiamo, per quello che anche qui abbiamo visto, dobbiamo continuare ad accogliere».

I sindaci trevigiani, però, si dichiarano sempre più in difficoltà ad accogliere immigrati. Così pure il presidente della Regione.

«Agli amministratori che non vogliono gli immigrati dico di fare questo ragionamento: segnalate la difficoltà in cui vi trovate, ma ricordatevi che a, norma vigente, sapete quali sono le vostre responsabilità». (f.d.m.)

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