Fitto-Tosi: «Debutta in Veneto il centrodestra postBerlusconi»

CORTINA. «I nostri amici non possono esporre in vetrina gli accordi con Salvini e sottoscrivere, nel retrobottega, quelli con Renzi». L’europarlamentare Raffaele Fitto punge Berlusconi e Forza Italia...
Foto Mauro Scrobogna /LaPresse.24-10-2013 Roma.Politica.Rai - trasmissione porta a porta .Nella foto: Raffaele Fitto PDL.Photo Mauro Scrobogna /LaPresse.24-10-2013 Rome.Politics.Rai - porta a porta tv show .In the picture: Raffaele Fitto PDL
Foto Mauro Scrobogna /LaPresse.24-10-2013 Roma.Politica.Rai - trasmissione porta a porta .Nella foto: Raffaele Fitto PDL.Photo Mauro Scrobogna /LaPresse.24-10-2013 Rome.Politics.Rai - porta a porta tv show .In the picture: Raffaele Fitto PDL

CORTINA. «I nostri amici non possono esporre in vetrina gli accordi con Salvini e sottoscrivere, nel retrobottega, quelli con Renzi». L’europarlamentare Raffaele Fitto punge Berlusconi e Forza Italia - e il movimento dei Conservatori e riformisti, radunati da Remo Sernagiotto e Leo Padrin a Cortina, in una straordinaria due giornata di sole, lo applaudono convinti. Anche per loro «il dado è tratto». Al convegno fondativo seguirà, entro l’anno, il congresso costituente in Veneto; e dopo quello al Senato - presieduto dalla veronese Cinzia Bonfrisco - è prossima la costituzione del gruppo alla Camera.

Ma, a parlare di retrobottega, ieri, saranno fischiate le orecchie a Flavio Tosi, che ha trattato con il premier sul voto sulla riforma del Senato. A Cortina Tosi c’era, accompagnato dalle tre senatrici del suo gruppo: «Nessun inciucio con Renzi», assicura «vogliamo confrontarci sui contenuti, diversamente da chi ha presentato 500 mila emendamenti inducendo il Governo a rispondere con la fiducia. Bell’affare». Luigi Brugnaro, il sindaco di Venezia, raccomanda di «sostenere il presidente del Consiglio« nel suo intento di cambiare profondamente il Paese; «Certo ci sono riforme non condivisibili, ma altre riceveranno il nostro appoggio», replicano Fitto e Tosi «soprattutto se detasserà anche la prima casa». Il nuovo soggetto politico conservator-riformista vuole essere decisamente alternativo, seppur dialogante, rispetto ai potenziali alleati di Fi, Lega, e ancor più Fratelli d’Italia. Interessati al confronto si dichiarano Gardini, Berlato, Ruffato, Piccolo (il sindaco di Cona) oltre a Fitto, Capezzone, Comi e Catania.

«Alle prossime elezioni amministrative ci saremo con nostri candidati», anticipano Sernagiotto e Padrin. E Fitto ribadisce la lettura cririca delle mancate riforme liberali di Berlusconi: «Dobbiamo dire cosa è accaduto in questi vent’anni, oggi abbiamo il debito pubblico più alto, tasse più alte, maggiore impoverimento. Bene, ora noi dobbiamo compiere una scelta chiara, guardare in prospettiva, ricostruire il centrodestra su contenuti forti e credibili: meno Stato, meno tasse, più libertà».

Meno tasse? Christian Ragger, ministro della Legalità in Carinzia, rivela che è ripreso il flusso di imprenditori nel lander austriaco: «Una quarantina le richieste d’insediamento dall’inizio dell’anno, con un blasonato imprenditore vicentino che sta investendo 62 milioni di euro, con 200 italiani in trasferta finché che non saranno formati i carinziani. La differenza sta, appunto, nella fiscalità: «Da noi il 25%, da voi il 73%. E in Carinzia bastano 28 giorni per avere tutte le autorizzazioni per partire». Fitto ascolta e poi impugna il microfono: «Un nostro obiettivo imprescindibile è inserire nella Costituzione il tetto massimo del prelievo fiscale al 40%».

Francesco Dal Mas

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