Padova, manager in auto a 220 chilometri orari: graziato dal giudice di pace

A Luca Baldin, di Treviso, dirigente Porsche, contestata anche la guida in stato di ebbrezza. "Avevo la diarrea, alcoltest falsato"

PADOVA. È stato fermato dalla polizia dopo una fuga ai 220 all’ora in autostrada, alla guida di una potente Porsche Carrera.

Ha ammesso di essere stato a una cena con i colleghi e l’etilometro ha indicato un tasso di 0,60 (il limite è 0,50). L’automobilista in questione è riuscito a convincere il giudice di pace che l’alcoltest di quella notte ha dato valori sballati perché in quel periodo soffriva di dissenteria.

Una sentenza che fa discutere non solo nel merito ma anche per la persona coinvolta. Quell’automobilista è infatti Luca Baldin, 42 anni, di Montebelluna, direttore finanziario di Porsche Italia dal 2009.

Il fascicolo che lo riguarda è stato girato alla Prefettura (unico ente in grado di proporre un ricorso alla sentenza) e anche al Ministero dell’Interno.

I fatti risalgono al 24 febbraio 2015. Poco prima dell’una di notte gli agenti in servizio lungo l’A4 tra Verona e Padova Est vedono sfrecciare un bolide ai duecento all’ora. Inizia l’inseguimento ma il confronto impari si conclude a favore della polizia stradale solo perché la sbarra del Telepass al casello non si alza.

I poliziotti escono con le pistole in pugno pensando di trovarsi davanti un bandito ma dalla Porsche Carrera scende un elegante quarantenne in doppiopetto. Patente e libretto.

L’uomo ammette di essere stato a una cena a Verona. Giura di non aver alzato il gomito. Dall’esame dei documenti capiscono che si tratta di un manager della Porsche Italia perché l’auto è intestata alla compagnia. Nell’abitacolo c’è un forte odore di alcol, di conseguenza i poliziotti decidono di fare l’etilometro.

All’improvviso l’automobilista dice di sentirsi male, quasi si accascia a terra e richiede l’intervento di un’ambulanza. Viene caricato in barella e condotto al pronto soccorso dell’ospedale di Padova, dove gli agenti della Polstrada devono attendere due ore le sue dimissioni. In ospedale fanno tutti gli esami del sangue. Verso le 3 Luca Baldin viene dimesso e nel referto si parla anche di “diarrea”. Gli accertamenti condotti sul suo stato psicofisico indicano un livello di alcol nel sangue superiore a quello previsto per legge: 0,60, appunto.

Al quarantaduenne vengono quindi contestati eccesso di velocità e guida in stato di ebbrezza con sospensione della patente, decurtazione di dieci punti e 531 euro di multa. Il manager fa ricorso al giudice di pace e lo vince.

Il magistrato ritiene che l’esito dell’alcotest non sia attendibile perché potrebbe essere stato alterato dalla disidratazione dovuta alla dissenteria. Vengono forniti anche i nomi di alcuni farmaci omeopatici che stava assumendo in quel periodo. Le sanzioni riferite alla guida in stato di ebbrezza sono tutte annullate.

L’udienza dal giudice di pace si è svolta nei primi mesi del 2016 e ha destato grande scalpore perché rischia di “fare giurisprudenza”. La Polizia stradale di Padova, dal canto suo, ha inviato i verbali stilati quella notte e la sentenza in Prefettura. L’ente potrebbe infatti proporre un ricorso con l’avvocatura dello Stato. Contestualmente è stato informato anche il Ministero dell’Interno, come sempre avviene nel caso di sentenze “clamorose” che ribaltano completamente i verbali di polizia.

e.ferro@mattinopadova.it 

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova