M5S diviso sul Tfr dei consiglieri regionali

Benedetti: «Rinunciamo». Il capogruppo Scarabel obietta: «Noi contribuiamo all’accantonamento»
VENEZIA 26.06.2015.FOTOATTUALITA' . PALAZZO FERRO FINI. INSEDIAMENTO NUOVO CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO. NELLA FOTO:
VENEZIA 26.06.2015.FOTOATTUALITA' . PALAZZO FERRO FINI. INSEDIAMENTO NUOVO CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO. NELLA FOTO:

VENEZIA. Il Movimento 5 Stelle chiede chiarimenti politici sulla gestione del Tfr, ma il dissenso sembra serpeggiare nei fatti anche tra i grillini. Dopo che malgrado gli annunci elettorali, solo una manciata di consiglieri regionali ha deciso di rinunciare a incassare l’assegno di fine mandato: «Per prendere i voti, tutti avevano dichiarato che avrebbero rinunciato al Tfr, mentre oggi sotto banco scelgono di usufruirne - attacca la deputata Silvia Benedetti - tutto ciò è semplicemente vergognoso. La maggioranza dei consiglieri regionali veneti, accettando di riscuotere l’assegno di fine mandato previsto, mostra ancora una volta incoerenza e fragilità etica nel rivestire il ruolo istituzionale che riveste. Queste pratiche, che noi abbiamo deciso di non assumere, tanto da sottoscrivere quando ci siamo candidati, sono alla base della sfiducia crescente verso la politica. Pd e Lega almeno su questo facciano dietro front».

A partire da questa legislatura la normativa prevede - come un vero Tfr - l’accantonamento di una mensilità lorda all’anno (6600 euro) con la partecipazione da parte del consigliere di una quota che nei 5 anni sarà di 11.880 euro su un totale di 33.000. «Per coerenza con quanto abbiamo detto in campagna elettorale, abbiamo comunicato al presidente del Consiglio che ricalcoliamo il Tfr in 5.000 euro l’anno visto che la paga 5 Stelle è 5000 euro lordi al mese, quindi a conti fatti andremo a contribuire per circa la metà, 11.880 noi e 13.120 il Consiglio e gli 8.000 restanti saranno destinati per attività benefiche» spiega il capogruppo M5S in Consiglio regionale Simone Scarabel «tenendo conto che nel primo anno ho risparmiato di tasca mia 34.000 euro, non credo proprio di aver qualcosa da nascondere, anzi rischiamo di ostentare un’onestà che rischia di essere pure antipatica per i nostri colleghi».

La consigliera regionale M5S Erika Baldin aggiunge che alla fine del mandato si riserverà di devolvere quota parte del Tfr in beneficenza a chi verserà in stato di bisogno: «In quest’anno di mandato ho conosciuto tantissime persone che fanno fatica a vivere e pensare di riuscire ad alleviare le loro sofferenze mi fa stare bene. Lo Stato ha abbandonato al loro destino famiglie, disoccupati e i più deboli della società. Spero di essere da esempio per la politica, voglio far tornare la solidarietà e l’empatia verso chi soffre, questo è il senso del mio mandato».

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