Electrolux progetta la fabbrica dei robot

Entro 4 anni 150 operai di Susegana potrebbero essere sostituiti da macchinari perfettamente indipendenti dall’uomo
Di Francesco Dal Mas
susegana..zanussi electrolux
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TREVISO. Entro quattro anni, almeno 150 operai dell'Electrolux di Susegana saranno sostituiti dai robot e dai sistemi di automazione. Tra agosto e novembre di quest'anno, una quindicina di addetti al reparto termoformatura si vedranno rimpiazzare dalle macchine cosiddette intelligenti. D'ora in avanti, dunque, la tuta blu dismessa dagli umani la indosseranno gli automi. La rivoluzione digitale, sintetizzata in questi giorni nell'impropria dizione "Industry 4.0", tra i frigo di Susegana è già una realtà. Con tante opportunità, ma anche con gravi rischi. «4.0 è bello ma cattivo», sintetizza Maurizio Castro, già top manager del gigante del freddo, che l'altro giorno, in un convegno proprio a Susegana, si è chiesto se nel 2022 esisterà ancora l'Electrolux come oggi la conosciamo. Emanuele Quarin, reference digital manifacturing Europa, oltre che direttore Electrolux a Porcia, ha confermato recentemente a Trieste Next che il programma 2020 della multinazionale svedese dedicato all'automazione punta a rovesciare il rapporto del lavoro che oggi vede primeggiare gli operai (60%) sui robot (40%). Fra quattro anni, dunque, gli operai in linea di montaggio, che oggi sono 600, scenderanno a 480 ed i nuovi automi occuperanno complessivamente tra i 150 ed i 180 posti di lavoro. Negli anni successivi molti di più. «A seguito degli accordi seguiti alla crisi del 2014», conferma Augustin Breda, storico delegato sindacale a Susegana, «oggi abbiamo meno persone che fanno più lavoro e quindi sfornano più frigo. La robotizzazione in continua evoluzione ha contribuito a ridurre la manodopera anche sostituendo lavorazioni faticose, ma il prezzo è scaricato sugli operai che restano, con l'aumento della saturazione lavorativa». Ancorchè, riconosce Breda, quel piano di salvataggio abbia avuto una indubbia efficacia industriale. Facciamo un esempio. L'operaio in linea è chiamato a fare 12 operazioni, l'automazione ne copre 8, le altre 4 vanno a carico degli operai che seguono. E le tute blu in esubero? Per il momento vengono smistate nelle linee a copertura dei posti vacanti, ma in futuro non si sa. Almeno questa è la preoccupazione del sindacato. Più in generale l'evoluzione digitale negli stabilimenti Electrolux passa attraverso le “simulazioni”: prima di ogni micro modifica interviene la visualizzazione che il cambiamento (la singola vite modificata) può produrre sull'intero processo lavorativo. Il cuore del programma di digitalizzazione è la Smart Automation, con i robot che prima collaborano in diretto rapporto con l'operaio e poi vanno sostituirlo nelle attività ripetitive. Un altro passaggio obbligato è la “connettività”, che serve ad ampliare la conoscenza con i big data, utile all'autosviluppo dei cambiamenti a processi digitali. Da mettere bin conto anche la real time data, la trasformazione immediata e in tempo reale delle informazioni per ridurre i tempi di decisione e i costi. E ancora: la smart end flessible assembly. Si tratta di una App che consente una gestione digitale intelligente anche del personale, permettendo ad alla struttura di produzione che organizza il lavoro di sapere in tempo reale quali operai e tra essi quali professionalità sono presenti. Una condizione che permette di ridurre i tempi di organizzazione delle linee di produzione in relazione alle possibili assenze o la copertura rapida delle linee in base al variare dei modelli produttivi. Quindi risposte immediate e riduzioni importanti dei costi. Gli esperti hanno calcolato che questi costi possono ridursi dal 30 al 50%. Ma la penetrazione della tecnologia non avanza soltanto nei processi interni delle fabbriche. Raggiunge anche le case dei lavoratori. I primi prototipi di elettrodomestici che, nella loro auto diagnosi, sono in grado di avvisare dell'anomalia l'assistenza che verifica da posizione remota il potenziale guasto riparandolo senza che il cliente neanche sappia quanto è accaduto. «In tutta questa trasformazione che fa riferimento sinteticamente alla dicitura Industria 4.0», osserva un preoccupato Breda, «ciò che rimane oscuro è cosa faranno l'operaio, il tecnico e il dirigente».

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