Musei statali in Veneto, turisti a +26,8%

I dati del Mibact: 565 mila visitatori nei primi sei mesi e 1,6 milioni di introiti (+189%): è la crescita più alta di tutta l’Italia
Agostini Interpress Venezia, 02.06.2007.- Code all'entrata dei Musei.- Nella foto Palazzo Ducale.-
Agostini Interpress Venezia, 02.06.2007.- Code all'entrata dei Musei.- Nella foto Palazzo Ducale.-

VENEZIA. «Con oltre 23 milioni di ingressi, quasi 2 milioni in più rispetto all’anno scorso e 4 milioni in più rispetto al 2014 pre-riforma, i luoghi della cultura statali si apprestano a registrare un’altra annata da record» esulta Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali e del turismo.

Il Mibact ha reso noti i numeri dell’incremento dei visitatori e degli introiti dei musei, monumenti e aree archeologica statali.

Nel primo semestre 2017 (a confronto tendenziale con lo stesso periodo 2016) gli ingressi sono saliti di oltre il 7% (+2 milioni di persone), mentre gli incassi segnano +17% nell’intero Bel Paese.

In questo quadro più che positivo spicca il Veneto, seconda regione più dinamica nella crescita con un +26,8% dopo la Liguria che accelera del 33,5% quanto a visitatori. Segue il Friuli Venezia Giulia con un +23,35%, quindi a distanza la Campania (+15,4%).

Evidenti, invece, le conseguenze del terremoto del Centro Italia nella flessione dei visitatori in Umbria (-18,3%), Marche (-16,6%) e Abruzzo (-15,6%) con la fuga dei turisti per evidenti ragioni di sicurezza.

Quanto a introiti, invece, il Veneto segna nei sei mesi + 189% ed è la crescita tendenziale più alta in Italia, seguita da un +179% del Molise. Un vero e proprio boom per la nostra regione pari a 1,6 milioni di euro di cassa.

«Abbiamo avuto un buon maggio e un altrettanto positivo giugno» commenta a caldo Paola Marini, direttrice delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, nella top 30 dei musei italiani più visitati.

«I primi mesi dell’anno sono stati meno interessanti per visitatori ma gli incassi sono andati molto bene - aggiunge la direttrice e storica dell’arte -. Incontriamo ancora molte difficoltà, a partire dalla carenza del personale, ma siamo estremamente soddisfatti e contenti di questi recenti risultati che premiano lo sforzo di tutti».

«Di certo - continua Marini - hanno aiutato i flussi turistici generali e la ripresa dell’Italia, anche in conseguenza a tristi fatti accaduti all’estero, ma riscontriamo anche una grande attenzione dei media, un rinnovato interesse per il patrimonio a cui si aggiunge un grande sforzo per organizzare iniziative di qualità».

Marini sottolinea anche il driver della Biennale e «l’ottimo volano delle domeniche gratuite che facilitano l’accesso e stimolano nel pubblico il desiderio di ritornare a visitare le opere d’arte».

Stando ai dati del Mibact, nei primi sei mesi i siti più visitati restano i luoghi simbolo del Belpaese come il Colosseo, Pompei o gli Uffizi di Firenze. A Roma migliorano Castel Sant'Angelo, il Pantheon e la Galleria Nazionale di Arte Moderna. Al Sud buoni numeri in particolare per il museo archeologico di Taranto, in Toscana per il Bargello e Boboli, al Nord per Brera di Milano, i musei reali di Torino e il Miramare di Trieste. Nel dettaglio, sono stati 23.213.288 gli ingressi in musei, monumenti e aree archeologiche statali e 88.708.038 euro gli introiti lordi complessivi.

«La rivoluzione museale continua a produrre i suoi frutti e dimostra quanto fosse corretto dare autonomia ai musei, dotandoli di una direzione, un bilancio, un consiglio di amministrazione e un consiglio scientifico» chiosa il ministro Franceschini. «Tutto questo ha permesso una decisa innovazione della gestione con risultati immediati, a partire da una maggiore presenza digitale».

Al primo posto tra le regioni resta imperturbato il Lazio, con 10,1 milioni di visitatori (+2,23%) e 36,2 milioni di incassi (+14,7%), la Campania consolida la seconda posizione conquistata nel 2015 con 4,3 milioni di ingressi (+15,4%) e introiti per 19,6 milioni euro (+17,6%), mentre terza è la Toscana con 3,4 milioni di biglietti (+11,7%) e 16,5 milioni di incassi (+17,1%).

Il Veneto, con la sua crescita a due cifre, si piazza ottavo nella classifica dei biglietti staccati. Quanto a introiti lordi la regione nei primi sei mesi porta nelle casse 1,6 milioni di euro (+189% sullo stesso periodo del 2016 quando le entrate lorde segnavano 556 mila euro). In pratica il dato si è triplicato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova