Incitavano a non pagare le tasse, 32 nei guai

Vicenza: disobbedienza fiscale, chiusa l’inchiesta. Trevigiani e padovani fra gli attivisti indagati
VICENZA. Incitavano alla disobbedienza fiscale, chiusa l’indagine per 32 venetisti accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla violazione di una legge del 1947, un decreto legislativo che prevede pene fino a 5 anni di pena. L’indagine è stata condotta dal procuratore di Vicenza Antonino Cappelleri e rispetto ai 20 indagati che furono perquisiti nel novembre del 2016 sono state aggiunte 12 persone e tra queste i padovani Matteo Ceola e Elisa Lazzarin. Già del gruppo iniziale facevano parte i trevigiani Teresina Zorzi, 68 anni di Asolo e Luigi Iarriccio, 39 anni di Castelcucco. All’attenzione della procura gli episodi di marzo e settembre del 2016 e del gennaio scorso. «Una condotta che mirava a incitare i contribuenti a ritardare, sospendere e non effettuare il pagamento delle imposte dirette e indirette». Il tutto avveniva tramite Internet ma in alcune serate dopo si raccoglieva anche del denaro. Buona parte degli indagati faceva parte del “Comitato di liberazione nazionale del Veneto” che ha all’attivo un sito on line e una pagine Facebook. L’attività di proselitismo alla disobbedienza fiscale del gruppo venetista si concentrata nei mesi estivi. La maggior parte degli incontri erano stati organizzati, tra giugno e luglio ’16, nel Vicentino, ma anche nella Marca a Pieve di Soligo, Vittorio Veneto, Castelfranco, Campolino di Gaiarine e Oderzo, nel Veneziano a Mira e Campolongo Maggiore, a Quero nel Bellunese e a Villa del Conte nel Padovano. Il gruppo organizzava riunioni, in ristoranti o esercizi pubblici di simpatizzanti, nel corso delle quali, oltre a incitare i presenti a ritardare, sospendere o non pagare le tasse e a manifestare il proprio disconoscimento dello Stato italiano, offriva assistenza professionale per gli atti di disobbedienza fiscale e forniva indirizzi di centri a cui rivolgersi per chiedere tutela. In base alle indagini dei carabinieri, il gruppo divulgava le proprie idee anche su facebook o sul web attraverso il sito attivo all’epoca “clnveneto. com”. Oltre ai quattro indagati già menzionati ecco gli altri: Ruggero Peretti, 53 anni di Arzignano, Maurizio Tregnago, 57 anni di Valdagno, Francesco Cicchellero, 31 anni di Valli del Pasubio, Silvano Santini, 67 anni di Valdagno, Flavio Resenterra, 61 anni di Badia Calavena, Marco Caltran, 49 anni di Montecchio Maggiore, Costantino Neresini, 53 anni di Valdagno, Katia Sanson, 43 anni di Arzignano, Vittorio Angelo Perin, 50 anni di Valdagno, Moreno Rigo, 53 anni di Montecchio Maggiore, Massimo Panarotto, 49 anni di Vicenza, Gabriele Marco Perucca Orfei, 47 anni di Vicenza, Orazio Scavazzon, 60 anni di Marostica, Erica Scandian, 43 anni di Malo, Maurizio Bedin, 63 anni di Vicenza, Patrizia Badii, 54 anni di Verona, ed Enrico Carraro, 44 anni di Longare. Si aggiungono 10 vicentini e un veronese.


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