Casellati: «Governo oltre gli schemi, priorità il taglio alle tasse»

La presidente del Senato a tutto campo: «Se Mattarella mi affida l'incarico non potrei dire di no. Le mie amiche? A Pasquetta mi hanno bastonato a burraco»
The new president of the Italian Senate, Maria Elisabetta Alberti Casellati, delivers a speech following her election, in Rome, Italy, 24 March 2018. Maria Elisabetta Alberti Casellati is the new president of the Italian Senate. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
The new president of the Italian Senate, Maria Elisabetta Alberti Casellati, delivers a speech following her election, in Rome, Italy, 24 March 2018. Maria Elisabetta Alberti Casellati is the new president of the Italian Senate. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

INVIATO A ROMA. «Un governo che sappia dare risposte concrete a una situazione inedita, in grado di superare i vecchi schemi, con il taglio delle tasse priorità assoluta». Elisabetta Casellati, presidente del Senato, oggi alle 12 chiuderà il secondo giro di consultazioni al Quirinale e lancia un appello a un “vero clima di pacificazione”, come impone anche lo scenario internazionale con la crisi in Siria. Da quando è stata eletta il 24 marzo alla guida di Palazzo Madama, la sua vita è cambiata: dalle 9 del mattino alle 11 di sera è impegnata in incontri e convegni, poi rientra a casa perché ha rinunciato all’appartamento di rappresentanza.

Presidente Casellati, per la formazione del nuovo governo intravede una svolta?

«La svolta purtroppo ancora non si vede. Anzi, ribadire certi veti rappresenta un passo indietro e non in avanti. Il risultato elettorale ha messo l’Italia di fronte a una situazione inedita e molto complessa ma ci vorrà ancora un po’ di tempo per definire le priorità di un programma condiviso. Si dovrà fare sintesi sui punti di convergenza tra la coalizione vincente di centrodestra e tutti coloro che saranno disponibili ad assumersi l’onere del governo».

Di Maio a “Porta a Porta” ha detto che è arrivata la stagione dei quarantenni, nessun parricidio ma spazio a lui e a Salvini: lei che ne pensa?

«Non è mai una questione di età ma di capacità, che prescinde dall’anagrafe. Ci sono dei giovani bravissimi e persone mature altrettanto preparate, sarebbe riduttivo semplificare tutto in base all’età. Certo, c’è bisogno di un rinnovamento, che va però accostato all’esperienza».

L’unico veto che permane è quello nei confronti di Berlusconi. Lei a “Porta a Porta” ha detto che il leader di Forza Italia riesce sempre a risolvere situazioni complicatissime. Cosa bolle nella pentola di Forza Italia, il Cavaliere è pronto a fare un passo di lato?

«Berlusconi è sempre in campo. Lui è il leader di Forza Italia e resta la figura di riferimento, noi tutti ci auguriamo che sappia trovare una soluzione. Bisogna per forza uscire da un vicolo cieco che paralizza la formazione del nuovo governo. Berlusconi rappresenta milioni di italiani che lo hanno votato e il veto nei suoi confronti è assolutamente ingiustificato. Il centrodestra rispetta il M5S perché ha raccolto il 32% dei consensi ma c’è bisogno di altrettanto rispetto da parte di Di Maio nei confronti di un leader storico come Berlusconi e dei tanti italiani che si riconoscono in lui».

Lei ha espresso la massima fiducia nei confronti del Presidente Mattarella: se non si superano i veti, non crede che si debba andare verso un incarico istituzionale, con l’appoggio di tutti i partiti, Pd compreso?

«Mi sembra uno scenario prematuro. Bisogna prima verificare fino in fondo le ipotesi di alleanze per configurare una maggioranza e queste sono prerogative esclusive del Capo dello Stato. Non è compito mio».

Ma se il Presidente Mattarella la dovesse convocare come figura di garanzia istituzionale per un incarico esplorativo, lei cosa direbbe?

«Se me lo chiedesse il Presidente Mattarella non potrei certamente dire di no. Questo significherebbe però che i partiti non hanno trovato punti di convergenza, continuando a far prevalere il pregiudizio sulla ragione».

Parliamo di programmi. Quali secondo lei le priorità?

«In Italia c’è un’oppressione fiscale insopportabile e, a mio parere, la prima riforma dovrebbe riguardare il taglio delle tasse per ridare slancio all’economia, alle imprese e anche alle famiglie creando nuovi posti di lavoro. Dobbiamo innescare un meccanismo virtuoso per rilanciare il nostro Paese, oggi in affanno. Ci sono troppi giovani precari e disoccupati che non riescono a formare una famiglia e chi perde il lavoro a 50 anni finisce ai margini. Il fisco come priorità assoluta, poi la sicurezza e la legge sulla legittima difesa».

Vitalizi, cosa pensate di fare come Camera e Senato su una questione tanto dibattuta?

«È importante lavorare insieme. I questori di Camera e Senato si stanno riunendo per avviare un’istruttoria e studiare il tema dei vitalizi che non è così semplice come appare. Il vitalizio non va confuso con l’indennità parlamentare e oggi con il sistema contributivo si chiama pensione; ha cambiato giuridicamente natura dopo la riforma del 2012. Incidere sui diritti “acquisiti” è una cosa molto delicata e si è deciso, d’intesa con il presidente Roberto Fico, di procedere insieme per verificare se ci siano delle convergenze fra Camera e Senato».

Lei ha dedicato il suo discorso d’insediamento alle donne e a Venezia ha citato anche Tina Anselmi, prima donna ministro. C’è grande attesa sulla sentenza a sezioni riunite della Corte di Cassazione sull’assegno di divorzio del coniuge: lei cosa ne pensa? Deve restare legato al tenore di vita?

«Ho condiviso in larga parte la sentenza della Cassazione, ho sempre ritenuto che l’emancipazione di una donna significhi assunzione di responsabilità anche sotto il profilo economico. Diventare autosufficienti e riscattarsi dalla dipendenza nei confronti del partner è una tappa fondamentale nel processo di emancipazione femminile. Mi sono posta però un problema che riguarda le coppie con molti anni di matrimonio: ad esempio, una donna di 70-75 anni abbandonata dal marito, non potendo più ricostruirsi una vita affettiva e lavorativa, va tutelata».

Autonomie locali: il presidente Zaia ha convocato i parlamentari del Veneto e ha dato loro una missione, approvare la legge 43. Cosa si può fare di concreto?

«Va completato il riassetto delle autonomie, non solo per il Veneto ma per tutta l’Italia. Dalle urne è uscita la fotografia di un Paese diviso a metà e un confronto sul nuovo modello di rapporto tra lo Stato e i territori può rappresentare un ponte di coesione tra Nord e Sud per superare la frattura».

Durante il suo mandato al Csm avete rafforzato l’organico dei tribunali, ma a Treviso e a Vicenza ci sono due grandi emergenze che investono i crac di Bpvi e Veneto Banca. La procura di Roma ha deciso di trasferire tutti gli atti a Treviso e incombe lo spettro della prescrizione. Ci sarà mai giustizia per i risparmiatori?

«L’organizzazione è prerogativa degli uffici giudiziari. Il Veneto per la prima volta, durante il mio mandato al Csm, ha ottenuto 51 nuovi magistrati. Lo dico con orgoglio, un risultato importantissimo che si aggiunge all’allargamento degli organici ottenuto anche grazie alla collaborazione del ministro della Giustizia Andrea Orlando. Il Veneto ha coperto quasi tutti i posti in organico, e anche se sconta un passato di pesanti insufficienze, oggi dovrebbe essere in grado di affrontare questa mole straordinaria di lavoro. Mi auguro che un’organizzazione appropriata degli uffici possa garantire la celebrazione dei processi per dare le giuste risposte ai risparmiatori che hanno subito un gravissimo danno economico. E che ciò si possa fare in tempi celeri».

Com’è cambiata la sua vita dopo l’elezione alla Presidente, riesce a giocare a burraco con le amiche di Padova?

«È vero, la vita è cambiata. Mi pare di vivere ancora un sogno, i ritmi di lavoro sono elevatissimi, dal lunedì al venerdì. Poi al sabato e alla domenica ci sono i convegni e le visite istituzionali. Questa domenica sarò al Vinitaly, la prossima a Tallin. Le mie amiche? A Pasquetta mi hanno dato una bastonata a burraco. Spero di poter continuare nel tempo libero a fare la vita di sempre. E porto Padova nel cuore: è il mio punto di partenza e di arrivo».

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