Tutto sul progetto di Zona economica speciale tra Venezia e Rovigo

LA GUIDA
ZES è acronimo di zone economiche speciali. Si tratta di aree geografiche nelle quali sono previsti strumenti e agevolazioni agli operatori economici che vi operano.
Più precisamente, la definizione è questa: “Aree geografiche nell’ambito delle quali un’Autorità governativa offre incentivi a beneficio delle aziende che vi operano attraverso strumenti e agevolazioni che agiscono in un regime derogatorio rispetto a quelli vigenti per le ordinarie politiche nazionali”.
Con la creazione delle ZES gli Stati hanno come obiettivo una crescita della competitività ed il generale rafforzamento di tutto il tessuto produttivo attraverso l’aumento degli investimenti anche stranieri, l’aumento delle esportazioni, la creazione di nuovi posti di lavoro, l’aumento dell’innovazione.
In Italia la normativa ZES è stata recepita con il D.L. 91/2017, il cosiddetto Decreto Sud. Tale decreto prevede una serie di misure per la crescita economica ed occupazionale del Mezzogiorno, nonché per superare il divario economico e sociale tra il sud Italia ed il resto del paese.
Ogni Regione può presentare una sola proposta di ZES o al massimo due se nel territorio ci sono più aree portuali che possono essere definite ZES. Le Regioni nelle quali non sono presenti aree portuali tali da essere definite ZES, possono presentare domanda solo in forma associativa (in questo caso devono essere contigue) o in associazione con un’area portuale avente le caratteristiche per essere definita ZES.
Le proposte di istituzione di una ZES devono essere presentate rispettando una serie di vincoli. Devono infatti essere corredate da un Piano di sviluppo strategico, dai criteri e dagli obiettivi di sviluppo che si vogliono perseguire e dalle forme di coordinamento con la pianificazione strategica portuale.
Secondo quanto stabilito dall’art. 7 D.P.C.M. 13/2018: “la durata della ZES non può essere inferiore a sette anni e superiore a quattordici, prorogabile fino a un massimo di ulteriori sette anni, su richiesta delle regioni interessate sulla base dei risultati del monitoraggio di cui all'articolo 9”.
All’interno del Decreto crescita, alle Zes vengono invece destinati 300 milioni in tre anni. «L’obiettivo – ha spiegato la ministra Barbara Lezzi – è per rendere ancora più attrattive per le imprese che vogliono investire al Sud la possibilità di insediarsi e programmare investimenti».

Regoliamo gli orologi: quelli tra il Veneto e Roma. Perché ancora una volta c’è il rischio di ritrovarli sfasati, perdendo così l’ennesimo treno e dando vita a una Tav-bis. Aiuta a capire la portata del rischio un inedito count-down avviato sulla home-page del sito internet di Confindustria Venezia-Rovigo: che scandisce lo scorrere del tempo verso una scadenza strategica non solo per l’area, ma per l’intera regione.
E’ quella di fine anno: entro la quale, o il governo vara uno specifico provvedimento per consentire la nascita di una Zes, zona economica speciale, o andranno in fumo fondi, investimenti, posti di lavoro; in una parola, sviluppo.
Tutto è pronto, manca solo la firma a Roma. Che però è appesa all’ennesimo, sotterraneo braccio di ferro nella maggioranza tra partito del nord e partito del sud. Eppure non c’è spazio per equivoci.
Per quante risorse e potenzialità di ogni genere possa vantare il Veneto, su di esso grava un micidiale gap rispetto alle più dinamiche realtà straniere: giusto per proporre un esempio, una risorsa di primo piano come il porto di Venezia movimenta ogni anno 25 milioni di tonnellate di merci, briciole rispetto ai 467 di Rotterdam.
Lungi dal diminuire, il solco con i principali competitori internazionali rischia di allargarsi a breve, visto ciò che si sta muovendo sulla spinta dell’operazione “via della seta” lanciata dalla Cina, ora alla stretta finale. Esserci, se l’Italia aderirà al progetto, significa attrezzarsi in modo adeguato soprattutto in tema di porti e aree retroportuali. Ma anche indipendentemente da essa, lo strumento indicato da Confindustria Venezia rimane strategico.
Di Zes al mondo ce ne sono già 4mila, e 800 in Europa; da noi appena 2. Senza fare il paragone con i Paesi-guida dell’Unione, basta il caso della Polonia: che ne ha 14, grazie alle quali si sono creati 300mila nuovi posti di lavoro, e sono stati attivati investimenti per 25 miliardi.
Una Zes nell’area metropolitana Venezia-Rovigo garantirebbe 26mila occupati e 2,4 miliardi; con evidenti ricadute sull’intero sistema regionale. Per consentire una simile performance, occorre appunto il varo di un provvedimento ad hoc del governo entro fine anno, ultimo atto di una fase istruttoria già completata in Veneto. Altrimenti, le specifiche agevolazioni previste dall’Unione Europea verranno meno.
La lettera d’intenti siglata tra soggetti pubblici e privati, Regione in testa, è un gesto forte. Ma ora la palla passa a Roma, dove rischia di finire fuori campo, vittima delle stucchevoli polemiche seriali su chi è più bravo degli altri, e delle sfibranti mediazioni tra partner di governo. Con il rischio che il count-down avviato dagli imprenditori veneziani non segni solo il fischio finale della partita. Ma anche e soprattutto una devastante sconfitta. (Francesco Jori)

Ecco, qui sotto, lo studio di EY che riassume la proposta di Zes Venezia-Rovigo. Il testo di questo articolo prosegue qui sotto. Potete consultare direttamente qui il documento, condividerlo sui social, ingrandirne il carattere per una migliore lettura (icona della lente d'ingrandimento) oppure scaricarlo
Piano industriale per Venezia Metropolitana by PaoloCagnan on Scribd

Ventiseimila nuovi posti di lavoro, uno ogni 320.000 euro impegnati e 2,4 miliardi di investimenti. Con la creazione di una Zona Economica Speciale (Zes), nell’Area Metropolitana di Venezia e Rovigo, queste previsioni potrebbero concretizzarsi.
Lo attesta il piano industriale strategico per Venezia Metropolitana, frutto del confronto di un gruppo di lavoro composto da imprenditori di mondi diversi, redatto dall’advisor EY.
È con questo studio che il Presidente di Confindustria Venezia Rovigo, Vincenzo Marinese, si è presentato all’Assemblea Generale, che si è svolta giovedì 24 gennaio 2019 a Venezia nella sede di VTP. "Il futuro è nelle nostre mani" il titolo dell’evento, che coinvolge istituzioni, enti, associazioni, invitandoli a cogliere gli stimoli offerti dallo studio.
Il progetto si propone di tracciare le strategie economiche del futuro, di mettere a sistema e valorizzare le grandi potenzialità già presenti. Un’ottima rete di infrastrutture, che comprende un sistema di trasporti interconnesso con porto ed aeroporto e un tessuto di piccole e medie imprese, capace di sviluppare eccellenze sia in distretti, che in filiera con le grandi aziende.
Gli aspetti che già caratterizzano la realtà produttiva del territorio di Venezia e Rovigo, tuttavia, da soli non bastano per affrontare gli scenari economici e commerciali dell’immediato futuro, né per intercettare i canali del mercato globale, che oggi passano per esperienze fortemente innovative, in particolare la Via della Seta marittima e terrestre, di recente varata dalla Cina.
Per cogliere tali occasioni di crescita, la scelta di elaborare un piano industriale, che identifica gli obiettivi da raggiungere, le strategie ed i mezzi per dare al territorio di Venezia e Rovigo l’opportunità di inserirsi nello sviluppo commerciale globale, attraverso l’istituzione di una Zona Economica Speciale che, come in altri Paesi, può attivare un enorme volano di crescita.
“Questo studio – dichiara il Presidente di Confindustria Venezia Rovigo Vincenzo Marinese – traccia le linee e le potenzialità di sviluppo che potranno interessare l’area di Venezia Metropolitana nell’arco dei prossimi sette-dieci anni. Le azioni previste indicano alle istituzioni locali ed il governo nazionale la strategia per facilitare lo sviluppo delle imprese.
"Grazie alla Zes di Venezia e Rovigo si potrà colmare il gap di cui il nostro meraviglioso territorio purtroppo ancora soffre rispetto ad altre realtà europee, simili per storia economica, infrastrutture e tessuto produttivo. È alla politica ed alle amministrazioni locali e nazionali che ora tocca agire senza perdere tempo prezioso. Non dobbiamo trovare pretesti. Non dobbiamo essere invidiosi di ciò che hanno gli altri, ma dobbiamo guardarci dentro, assumerci le nostre responsabilità, essere coraggiosi, perché il futuro è nelle nostre mani”.
“Quello che abbiamo chiamato Area Estesa di Venezia e Rovigo è un territorio non solo ricco di storia, ma dove si concentra una elevata cultura imprenditoriale, unita ad una buona dotazione di servizi e infrastrutture” – dichiara Marco Daviddi, Partner di EY, Leader Transaction Advisory Service nell’Area Mediterranea.
“Dalle analisi sulle prospettive di sviluppo futuro di questo territorio ne emerge un quadro interessante con delle rilevanti opportunità: la cultura imprenditoriale diffusa può contare su un capitale umano significativo, con un buon tasso di innovazione, premessa essenziale per competere e per affrontare la sfida della evoluzione delle competenze e dei talenti.
"Esistono, ad ogni modo, margini di miglioramento nella collaborazione tra pubblico e privato sul tema della formazione, R&S, produttività del lavoro e, per quanto attiene un ulteriore sviluppo delle dotazioni infrastrutturali. Il territorio offre, inoltre, opzioni localizzative estese per progetti di reindustrializzazione, nei settori a maggior valore aggiunto e innovativi.
"La realizzazione di una Zona Economica Speciale, unita a investimenti infrastrutturali, potrebbe essere il motore in grado di determinare una rilevante accelerazione da parte degli investitori privati. Dai nostri studi, anche sulla base del confronto con analoghe esperienze internazionali, stimiamo che questi investimenti potrebbero mobilitare risorse sino a Euro 2,4 miliardi, generando circa 7.600 posti di lavoro diretti e circa 19.000 posti di lavoro nell’indotto”.
Fonte di questo capitolo: sito di Confindustria Venezia

«Bisogna proseguire con urgenza al rilancio del trasporto ferroviario delle merci e nell’adeguamento dell’infrastruttura ferroviaria del nodo di Mestre Porto Marghera e istituire una Zona economica speciale per la crescita economica del nostro territorio». A chiederlo direttamente al ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, è il segretario del sindacato autonomo Orsa del Veneto e del Trentino, Ezio Ordigoni, in una lettera inviata, per conoscenza, anche al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.
«Lo sviluppo del trasporto merci su ferrovie» aggiunge Ordigoni «è essenziale le merci accedano e giungano agevolmente verso e dalle direttrici delle linee europee». L’Orsa ritiene che con l’impegno del Governo la zona economica speciale (Zes) a Venezia possa essere realizzata «in quanto l’area ha le caratteristiche europee previste per le zone da reindustrializzare e il rilancio della zona portuale di Marghera è un’ occasione irripetibile per la crescita economica e occupazionale dei nostri territori, attraverso l’istituzione di una Zes che rappresenta il giusto mezzo per lo sviluppo industriale garantendo strumenti e agevolazioni per lo snellimento delle procedure burocratiche, nonché agevolazioni fiscali».
Per l’Orsa è anche «fondamentale realizzare da subito la Zes, al massimo entro la fine dell’anno, anche in vista degli imminenti accordi internazionali riguardanti l’area portuale di Venezia con il miglioramento delle infrastrutture, l’ottimizzazione dei collegamenti ferroviari che rappresentano un’opportunità che non possiamo e non dobbiamo perdere».
Ordigoni insiste, infine, sulla necessità di «realizzare un collegamento diretto tra la Zona sud di Porto Marghera, che ha incrementato notevolmente le relazioni di scambio, con la linea ferroviaria Venezia-Milano e i collegamenti con Trieste e Udine, spostando lo scalo ferroviario ed evitando quindi il passaggio dei treni merci nella Stazione di Mestre».

Nata nel 1917, la zona industriale di Porto Marghera ha compiuto un secolo di vita nel 2017. In quella occasione, la Nuova Venezia ha realizzato uno speciale - lo trovate qui - che contiene molti materiali d'interesse su quella epopea. Notizie, foto, video per ricostruire il passato, raccontare il presente, immaginare il futuro.
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