Coronavirus, i controlli di Pasqua in Veneto: fermata gente anche in spiaggia

Raffica di sanzioni da parte di polizia, carabinieri e Guardia di finanza. Multato anche un manager padovano di ritorno da Cortina

VENEZIA. Gente che prendeva il sole dalla panchina sul lungomare, una ragazza che correva in spiaggia, altri a spasso con il cane lontani da casa. Ma anche comitive dirette sui colli Euganei e altri che, dopo aver trascorso il fine settimana nella seconda casa a Cortina, pretendevano di tornarsene a casa. Un manager padovano e sua moglie si sono presi una multa da 500 euro. Sono stati fermati dalla stessa pattuglia della polizia a 24 ore di distanza. 

  • JESOLO/CHIOGGIA

Sono nove le sanzioni applicate stamane dalla Guardia di Finanza in Veneto durante i controlli nelle località balneari di Jesolo e Chioggia.

Persone che, violando le restrizioni sugli spostamenti, e senza motivo reale, approfittavano della giornata di sole per fare un pò di jogging o per la prima tintarella.

Cinque le violazioni accertare a Jesolo, nella zona del lungomare, e quattro a Chioggia; tra queste, una ragazza che correva tranquillamente in spiaggia, e altre due persone che passeggiavano sulla diga dei 'murazzì, come in una normale domenica di primavera.

  • VENEZIA

Deserta, assolata ma senza alcun brusio, offre stamane un'immagine irreale della giornata di Pasqua. Centinaia - quasi 600 solo per polizia - le donne e gli uomini delle forze dell'ordine impegnati nei controlli sul rispetto delle restrizioni di spostamento per il Coronavirus.

Verifiche anche dall'alto con elicotteri e droni, dalle rive con le barche di polizia e carabinieri, e in laguna con le motovedette della Capitaneria, per intercettare l'eventuale spostamento di imbarcazioni non motivato da necessità. In giro nel centro storico solo residenti con i propri cani, e persone che approfittano dell'acquisto del quotidiano per una passeggiata.

Si tratta in maggior parte di anziani. Qualcuno è arrivato con l'amico a quattro zampe fin davanti la Basilica di San Marco, incorrendo nel controllo delle pattuglie miste polizia-esercito.

  • PADOVA

In mattinata posti di controllo in città, sulle strade che portano verso i Colli Euganei e nelle altre località fuori il territorio urbano. Sorvegliati anche gli argini. Le pattuglie della Questura hanno controllato 40 persone, sanzionate 11, verificate 29 autocertificazioni e controllati 32 veicoli, molti dei quali diretti verso i Colli. 

Diverse sono state le giustificazioni addotte che, non essendo state considerate motivate, hanno portato ad elevare le sanzioni. C'è chi ha sostenuto di essere uscito dal proprio comune per gettare un po’ di carta nella spazzatura, chi ha riferito di andare a fare la spesa, un gruppetto di cinque persone tutte sulla stessa macchina ha invece sostenuto di andare a lavoro.

Multati invece perché sorpresi sull'argine due runner e un ciclista. Altre due persone sono state multate perché stavano raggiungendo familiariari per il pranzo pasquale. 

  • CORTINA
È stata rispedita nella sua casa di vacanza a Cortina una donna che, con il figlio, stava scendendo in macchina dal centro ampezzano per raggiungere Padova, dove risiede.
 
È incappata nella stessa pattuglia della polizia che, per sua sfortuna, aveva fermato il giorno precedente il marito, un imprenditore padovano. Era insieme all'anziana madre. I due, con l'autocertificazione, asserivano impegni lavorativi inderogabili. L'uomo è amministratore delegato di una società. Alla fine è stato fatto proseguire. Ma i successivi controlli della Questura di Belluno hanno accertato che si trattava di una scusa e per questo saranno sanzionati.
 
Ma la vera sorpresa c'è stata quando i poliziotti hanno pizzicato 24 ore dopo, allo stesso posto di blocco a Longarone, anche la moglie del manager  e suo figlio. Stessa scusa, e sanzione (500 euro) anche nel suo caso. Madre e figlio sono stati però rimandati a Cortina, fino a quando non saranno più in vigore le restrizioni sugli spostamenti. 

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