Coronavirus Veneto, Zaia: "Numeri in calo, ma in autunno il Covid ritornerà: saremo pronti"

VENEZIA. Per la prima volta dall'inizio dell'emergenza, il numero dei malati Covid in terapia intensiva (190) è inferiore a quello di tutti gli altri pazienti "normali" ricoverati nei reparti di rianimazione del Veneto (196).
È il dato molto positivo sull'andamento dell'epidemia con il quale il presidente veneto Luca Zaia ha aperto il quotidiano punto stampa sullo stato della crisi: ma già si pensa all'autunno, "quando state certi il virus ritornerà, come conferma anche l'Istituto superiore di sanità, ma non ci troverà impreparati".
Così mentre la Fase 1 dell'epidemia è ancora in corso ("I numeri sono molto positivi e in calo, ma il virus ancora c'è e potrebbe riacutizzarsi se non teniamo mascherine e distanziamento sociale: non è tempo di pensare al Carnevale di Rio"), mentre si è già programmata la Fase 2 con le regole per la riapertura delle aziende (in attesa che il governo dia il via libera: "Penso dal 4 maggio, ma io proporrò di riaprire gradualmente anche prima, molte nostre imprese sono pronte"), la Regione Veneto già pensa alla Fase Tre, quella del ritorno del virus in ottobre.

Questa la sintesi del quotidiano punto fatto dal presidente Zaia sull'evoluzione dell'emergenza Coronavirus.
E una risposta netta l'ha data a chi già polemizza sui social perché il bollettino sull'andamento del contagio in Veneto non verrà dato più mattina e pomeriggio, ma solo al mattino. "Il ministero vi ha chiesto di nascondere i dati?" ipotizza una giornalista. "Ma come si fa a fare queste domande? Siamo arrivati a migliaia di morti e questa storia non la posso accettare. Siamo in conferenza stampa pubblica tutti i giorni: non si può sentire che il ministero ci abbia chiesto di nascondere i dati. Ingenuamente abbiamo deciso di dare il bollettino solo la mattina perché eravamo gli unici a farne due, siamo gli unici a fare conferenza stampa tutti i giorni e anche per alleggerire le molte persone che ci lavorano. Siamo qui tutti i giorni, con i dati, da oltre 50 giorni, in massima trasparenza. Il bollettino riporterà sempre tutto".
I numeri positivi. In isolamento ci sono oggi 12.723 persone (776 in meno da ieri) su un totale di 15.692 dall'inizio dell'emergenza: "Sono più 318 rispetto a ieri, ma non vuol dire nulla"; ha ribadito il presidente Zaia, "perché il numero dei contagi è direttamente proporzionale ai tamponi fatti. E noi ne abbiamo fatti oltre 247 mila, più di tutti al mondo per milione di abitanti, prima della Corea".
Poi stoccata al presidente della Regione Campania De Luca: "Questo per rispondere a chi dice che se riaprono le regioni del Nord ci saranno problemi di sicurezza: ma tu quanti tamponi hai fatto?".
I numeri del Covid-19 in Veneto contano 1477 ricoverati (-79 rispetto a ieri), 190 in terapia intensiva (-7). I pazienti guariti e dimessi finora sono stati 2501, anche se nella notte il numero dei decessi è salito con altre 9 vittime.
Infine, 92 i bimbi nati.
"Numeri positivi e impensabili fino a qualche giorno fa: pensiamo che attualmente gli ospedali veneti hanno 9532 ricoverati che vengono curati per altre malattie, nonostante il Covid: questo grazie a scelte che avevano definito impopolari come riservare 10 ospedali alla cura dei contagiati Covid"
Fase 3: il ritorno del virus in autunno. "Il professor Ricciadi dell'Oms italiana ha confermato quello che dico da tempo: il ritorno del coronavirus è una realtà. Con Azienda Zero e dirigenti delle Asl venete, gli assessori Lazzarin e Bottaccin, abbiamo anche oggi parlato molto della proiezione in autunno. Dovremo essere in perfetta forma fisica per essere molto più performanti in settembre e ottobre quando il virus ritornerà. Siamo pronti: sappiamo molto di più del nulla che sapevamo il 21 febbraio: abbiamo cocktail di farmaci, l'ospedalizzazione, le regole da seguire. La Fase 2 è un limbo: siamo in calo, ma può riacutizzarsi. Sia chiaro a tutti: non è tempo di pensare al carnevale di Rio e agli assembramenti . Bisogna tenere le mascherine, i guanti e mantenere le distanze. Ma ci stiamo attrezzando per la Fase 3 che non ci troverà impreparati: stiamo preparando l'artiglieria.
Riaperture: quale tempistica del Veneto? "Premesso che la data dipende dal governo", ha detto Zaia, "il decreto scade il 3 maggio. La nostra posizione è che il 4 maggio si possa aprire con le regole e dal punto di vista scientifico. Penso si possa fare un passo in più allentare da subito: si potrebbe fare un prudente e ragionato progetto di aperture da adesso al 4 maggio, per più consapevolezza e mettere in moto pian piano la macchina. Nell’ottica della sicurezza. Tutti pensano alla salute, ma bisogna mettersi in testa che ci sarà una fase in cui dobbiamo convivere con il virus. Aspettassimo l’ultimo negativizzato bisognererebbe attendere alll’infinito. Questo coronavirus sarà di casa tra qualche anno, dobbiamo conviverci". Apertura con limite agli spostamenti? "No, il Veneto, quantomeno, dev'essere libero".
Il video virale del "farmacista". Tutti hanno visto il video in cui un presunto "farmacista" testa diversi tipi di mascherine, per concludere che solo quella regalata da Grafiche Venete alla Regione e distribuita in 10 milioni di esemplari, sarebbe inutile perché farebbe passare l'arie, tanto da poter spegnere una candela. Zaia ha fatto il test con una mascherina chirurgica: "Vedete, la fiamma si piega. A parte che nessuno sa chi sia quest'uomo e certo non è un farmacista, così si semina solo inquietudine. Le mascherine di Grafiche Venete hanno tutte le certificazioni e le uso io, come la Protezione civile: servono per non diffondere le goccioline di saliva non per fermare l'aria".
Il caro-mascherine. E' un fatto che la speculazione abbia fatto crescere in maniera iperbolica i prezzi delle mascherine: una media di 3 euro l'una per quelle chirugiche, che in teoria dovrebbe essere gettata ogni 24 ore. I farmacisti raccontano che se (quando le compravano solo i turisti giapponesi) le acquistavano a 30 centesimi e riventevano a 70, ora anche a loro vengono vendute a 1 euro. Costi impossibili da sostenere per le famiglie, dal momento che la mascherina (e i guanti o gel) entreranno a far parte del nostro guardaroba. Come si risolve? Secondo il presidente Zaia, "bisogna che il governo elimini dal decreto la confisca di tutte le mascherine in arrivo dall'estero: se chiunque potesse acquistare sul mercato mascherine, i prezzi scenderebbero".
Il dono di due bimbi. Tra i tanti bambini che in queste settimane hanno regalato i soldi del proprio salvadanaio alla protezione civile veneta, si aggiungono anche quelli di Francesco e Federico, due fratellini di Sant’Erasmo, che hanno donato 150 euro e una cassetta di "castraure".
La Sanità va avanti. "Il dottor Enrico Sartorello, primario dell'Ortopedia del Sant’Antonio, ha portato a termine un'operazione straordinaria su una ragazza di 24 anni del Congo, venuta qui perché non camminava più, per la doppia necrosi delle due teste del femore, per una malattia auto immune. Con Ematologia, purificando il sangue, con l'intervento dei medici di Rianimazione e Malattie infettive, hanno cambiato tutte e due le teste del femore e ora questa ragazza cammina: è giunta in carrozzina, è stata dimessa 5 giorni fa camminando. Questa è la sanità del Veneto".
Sperimentazione con l'Avigan. È arrivato il farmaco anti influenzale giapponese della Fuji, per la sperimentazione già approvata presso le università di Verona e Padova.
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