Allarme Lanzarin per il Veneto: «La rete ospedaliera è sotto pressione»

L’assessore: attività ambulatoriale sospesa nei Covid Center, chirurgia selettiva per garantire personale alle cure intensive 
ZANETTI -AGENZIA BIANCHI-PADOVA - TERAPIA INTENSIVA.
ZANETTI -AGENZIA BIANCHI-PADOVA - TERAPIA INTENSIVA.

VENEZIA. Sistema ospedaliero sotto pressione. La conversione di undici complessi di cura in Covid Center impone una rimodulazione delle prestazioni non priva di effetti ansiogeni sui pazienti ordinari: «È in atto la concentrazione progressiva degli infetti negli ospedali dedicati con inevitabile riduzione dell’attività estranea all’epidemia», riferisce l’assessore alla salute Manuela Lanzarin.

«Dove possibile, da Schiavonia a Santorso, si preservano i punti nascita; altrove, è il caso di Villafranca che sconta seri focolai veronesi, il servizio non è più sostenibile. Ovunque vengono garantite emergenza-urgenza, dialisi e oncologia, le visite specialistiche a 7/21 giorni saranno assicurate, quelle a medio termine rinviate. Il Day-Surgery? Sospeso per consentire il recupero di personale nei reparti ad elevata intensità, al pari dell’ambulatoriale, mentre la chirurgia programmata procederà in modo selettivo».

La situazione, complessivamente allarmante, presenta macchie di leopardo: criticità nel Padovano, a Belluno e a Vicenza; tensioni nella Marca (con il San Camillo investito da un cluster che non risparmia il personale medico), meno inquietante il quadro di Venezia e del Polesine.

Le prospettive? Un ulteriore impennata di contagi e ricoveri innescherebbe il livello d’allerta arancione - è la soglia corrispondente a 900 ricoveri in area non critica o a 250 in terapia intensiva - con immediato e più drastico taglio delle prestazioni...

«È un’eventualità contemplata dal piano di sanità pubblica, non possiamo escluderla a priori, stiamo lavorando per scongiurarla», commenta Lanzarin. Che non cela i timori riguardanti la sofferenza delle case di riposo, vigilate speciali nella pandemia: «Scontiamo focolai di contagio estesi al personale, si profila un serio problema di assistenza legata alla scarsità di infermieri, abbiamo coinvolto le Ulss per offrire un sostegno a breve attraverso convenzioni con gli istituti».

Tant’è. Mentre si raschia il barile per racimolare camici bianchi sufficienti a fronteggiare l’emergenza, lo sguardo corre ai cinque ospedali dismessi, ripuliti e riattivati per accogliere convalescenti extra Covid e soggetti fragili nel caso di overbooking.

Giovedì l’assessore alla protezione civile Gianpaolo Bottacin ha coordinato un sopralluogo della protezione civile nel padiglione deserto di Noale, subentrato nella “riserva” a quello di Zevio: «Si articola in cinque piani, abbiamo ripristinato gli ascensori e avviato il controllo degli impianti», fa sapere. In totale sono 700 i posti letto nel cilindro. Speriamo vi rimangano. —


 

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