Il Veneto resta giallo, ma nelle regioni confinanti la situazione peggiora. Ecco cosa succede

Nella nostra regione l'indice Rt è a 0,71. Ma in in Emilia Romagna è a 0,94, in Lombardia a 0,97, in Friuli a 0,98, in Trentino a 1,2 e in Alto Adige a 1,25. In provincia di Bolzano zona rossa e obbligo di mascherine Fp2 sui mezzi pubblici. Qui le infografiche aggiornate a oggi
VENEZIA. Il Veneto sembra un’isola abbastanza sicura dal punto di vista Covid, ma tutto attorno si stanno accumulando nubi da tempesta. L’indice di contagio Rt a livello nazionale è arrivato a sfiorare di nuovo l’1 - ora è a 0,95 - e in nove regioni è andato sopra l’1, cioè un contagiato è tornato a contagiare più persone. Lo spiega l’Istituto superiore di sanità al termine della sua settimana di monitoraggio.
 
Le Regioni con Rt a 1,2 sono cinque, con Bolzano a 1,25. Nove le regioni/PA con indice di trasmissibilità sopra 1 ma sono 7 (Abruzzo, Liguria, PA Bolzano, PA Trento, Puglia, Toscana, Umbria) quelle che hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2, in aumento rispetto alla settimana precedente.
 
Non solo: gli indici stano peggiorando tanto che nell'ultima settimana di monitoraggio due Regioni (Umbria e Provincia autonoma di Bolzano) sono classificate a rischio alto, dieci a rischio moderato (di cui cinque ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e nove con rischio basso.
 
Com’è ora.
In Italia ci sono due zone arancioni: l’Umbria (che ha anche alcuni la Provincia di Perugia e alcuni comuni di quella di Terni chiusi come zona rossa) e Bolzano, che però dall’8 febbraio ha deciso di passare autonomamente in lockdown da zona rossa.
Tutte le altre sono gialle e alcune - come la Sicilia - bianche.
 
Come sarà.
Visto l’andamento dell’incide Rt il Governo si appresta a fare passare in arancione anche Toscana, Trento, Abruzzo e Liguria. Ma non è ancora chiaro cosa ne sarà a questo punto di Umbria (che potrebbe vedersi estendere il “rosso” a tutta le regione) e Bolzano. Infine la Sicilia da bianca diventerà gialla.
 
Il Veneto.
Il Veneto in questo momento ha un indice Rt a 0,71 e l’indice di rischio, grazie allo svuotamento dei reparti, è basso. La nostra regione è quindi sicura di mantenere il suo "giallo" sfruttando questo tempo di quiete per portare avanti la campagna vaccinale.
 
Ma la nostra Regione è circondata da altre zone dove le cose non vanno bene: in Emilia Romagna l’Rt è a 0,94, in Lombardia a 0,97, in Friuli a 0,98, in Trentino a 1,2 e in Alto Adige a 1,25.
 
Proprio la provincia autonoma di Trento e quella di Bolzano sono quelle che hanno lanciato l’allerta, subito recepita dall’Iss.Da notare che proprio in Emilia Romagna l’ospedale Sant’Orsola di Bologna ha annunciato che, in bale ai propri calcoli previsionali, da marzo si prevede un’impennata dei ricoveri.
 
PER APPROFONDIRE.
 
I nostri vicini: il caso Bolzano.
Se tutte le regioni confinanti con il Veneto sono pericolanti (con Rt che sfiora 1), le due province autonome hanno deciso misure più severe. 
In particolar modo Bolzano, in lockdown da alcuni giorni, ha deciso addirittura l’uso obbligatorio di mascherine Fp2 (quini non solo chirurgiche) sui mezzi pubblici. La nuova ordinanza prevede la chiusura dei bar, che non potranno neanche più offrire servizio d'asporto e di tutti i negozi, ad eccezione dei generi alimentari e dei beni di uso quotidiano. Sui mezzi pubblici entra in vigore l'obbligo di Ffp2. Le attività motorie saranno solo consentite nelle immediate vicinanze della propria abitazione.
"Gli ospedali sono fortemente sotto pressione ed è difficile immaginare la gestione di un ulteriore costante aumento delle persone colpite dal virus - afferma l'assessore alla salute, Thomas Widmann – In linea di principio vige un generale divieto di lasciare l'abitazione”.
Sono quindi rigidamente proibiti tutti i contatti tra le persone, anche la visita di parenti e di amici. È consentito solamente recarsi al lavoro (in quei settori in cui ciò è ancora consentito). 
 

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