Cooperative sociali a un passo dal tracollo «paghe troppo basse»

Il Comitato rappresenta 820 realtà con 40 mila addetti Le tariffe sono bloccate da 8 anni, contratto non applicato

VENEZIA

Cooperative sociali a rischio collasso, a causa di paghe troppo basse e blocco dei bandi pubblici. La questione interessa un mondo estremamente vasto ed eterogeneo, che nella nostra regione conta circa 820 realtà, occupando oltre 40 mila persone, perlopiù donne, che lavorano nei settori della salute mentale, della disabilità, nei servizi per l’infanzia e per gli anziani.

A lanciare l’allarme è il Comitato misto paritetico regionale, che riunisce al suo interno le associazioni Agci Solidarietà, Confcooperative Federsolidarietà e Legacoop e la funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil. «Per tante delle cooperative sociali che, nel territorio, ogni giorno, prestano servizi socio-sanitari essenziali, soprattutto a persone con fragilità, la situazione è vicina al collasso e si è fatta ormai insostenibile: è in bilico la stessa tenuta delle cooperative e, di conseguenza, sono a rischio numerosi posti di lavoro» sostiene il Cmpr «Ne sono la causa il mancato adeguamento delle tariffe riconosciute per il lavoro degli operatori, rimaste ferme addirittura a otto anni fa, e il lungo blocco di molti bandi pubblici della Regione, dei Comuni e delle Ipab».

Questo è un lato della medaglia. L’altro consiste nella tenuta degli stessi servizi essenziali di cura, assistenza e inclusione delle persone più fragili. «Non possiamo più tenere sulle nostre spalle il mancato adeguamento dei compensi da parte di Regione ed enti pubblici. Un adeguamento necessario, alla luce dell’ultimo rinnovo del contratto collettivo nazionale avvenuto nel 2019 e di cui, a distanza di due anni, ancora non si coglie traccia».

I lavoratori sono impiegati tanto nelle strutture quanto nell’assistenza domiciliare. Per il momento, denuncia il comitato, la Regione è stata silente: «Nel febbraio 2020, l’assessora Lanzarin aveva garantito l’istituzione di un tavolo di monitoraggio, mirato ad accertare che le gare d’appalto degli enti fossero indette rispettando le nuove tabelle ministeriali in vigore, ma l’impegno è rimasto lettera morta».

Il comitato denuncia anche una serie di inadempienze che afferiscono alla gestione nell’emergenza Covid: «Sono mancate del tutto adeguate misure di sostegno e questo ha messo a dura prova la sostenibilità economica delle cooperative sociali e dei lavoratori, costretti per lunghi periodi ad accedere agli ammortizzatori sociali con forti riduzioni reddituali». Oltre alle difficoltà economiche, si contano i problemi tecnici e organizzativi. «Se, come si dice spesso e a più voci, si crede davvero che la cooperazione sociale sia fondamentale per il sistema Veneto, ora è tempo di dimostrarlo nella concretezza, investendo specifiche risorse con gli stanziamenti del bilancio regionale» chiude il comitato nel suo accorato appello. —



Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova