Addio via Anelli, la moschea trasloca
L’associazione islamica Rahma sposterà la sala di preghiera a Ponte di Brenta, nel capannone di via Ippodromo, che ha acquistato per 400 mila euro. A giorni la firma del rogito. Servirà almeno un mese per il trasloco

Musulmani in preghiera
In via Anelli sono già pronti i primi scatoloni: al via il trasloco della moschea. L’associazione islamica Rahma sposterà la sala di preghiera nel capannone di via Ippodromo, che ha acquistato per via privata per 400 mila euro. Servirà almeno un mese per il trasloco, ma entro metà febbraio l’ex ghetto sarà completamente libero.
IL TRASLOCO.
Il contratto di comodato gratuito con l’Itd International di Castelfranco per l’utilizzo dell’ex supermercato di via Anelli è scaduto lo scorso 30 settembre. In extremis era stato pattuito un prolungamento fino a fine 2009. Adesso tutto è pronto per il trasloco della moschea. In questi giorni l’associazione Rahma, rappresentata dalla portavoce Hind Talibi e dall’imam Malek Abderrahim, firmerà il «preliminare» di vendita per il capannone di via Ippodromo, a Ponte di Brenta. L’atto di compravendita avrebbe dovuto essere perfezionato prima di Capodanno, ma tutto è slittato perché mancava un documento da parte del proprietario dell’ex autorimessa Claudio Scanferla.
LO STABILE.
Il capannone di via dell’Ippodromo necessiterà però di alcuni lavori per essere adattato a moschea. L’associazione Rahma però traslocherà lo stesso, realizzando i lavori «in economia» in primavera. Manca il riscaldamento: per i primi mesi i fedeli mussulmani pregheranno al freddo. Non ci sono i bagni: ci si arrangerà con quelli chimici per i primi mesi, in attesa di un collegamento con il collettore fognario. E le abluzioni si faranno con l’acqua fredda. Sacrifici che i fedeli islamici sopporteranno pur di vedere realizzato il «sogno» di un luogo in cui pregare liberamente. I lavori di adeguamento scatteranno in primavera.
L’EPILOGO.
Si conclude dunque con la soluzione «privata» una polemica che aveva coinvolto tutta la politica padovana negli ultimi anni. In pratica da quando il ghetto di via Anelli ha iniziato a svuotarsi. Adesso tutto sarà pronto per la riqualificazione, che sarà realizzata dal Comune assieme a Ater e Regione. Una polemica che si è sviluppata attorno alla possibilità, poi sfumata, che la nuova moschea nascesse nell’ex fattoria di via Longhin, un edificio di proprietà comunale messo a disposizione dall’amministrazione, con un contratto di concessione ventennale.
Un’operazione giudicata troppo costosa dai dirigenti della Rahma, che hanno preferito valutare altre soluzioni sul mercato. Una volta individuata l’ex autorimessa di via Ippodromo hanno dato il via a una campagna di raccolta fondi tra fedeli e simpatizzanti per arrivare alla cifra necessaria. La colletta dell’associazione Rahma è stata «pubblicizzata» anche dalla Diocesi attraverso il sito Internet PadovaIslam.it.
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