Boom di agriturismi in Veneto, Treviso e Verona in testa: i dati
Nel 2025 gli agriturismi veneti sono cresciuti del 3,3%, mentre gli arrivi hanno raggiunto quota 486 mila. Verona guida la classifica con 525 strutture, seguita da Treviso con 384: il Veneto è terzo in Italia per presenze

Il Veneto punta sempre di più sull'agriturismo e i numeri raccontano una crescita che non sembra essersi fermata dopo la pandemia. Nel 2025 le strutture attive in regione erano 1.738, il 3,3% in più rispetto all'anno precedente. A guidare la classifica è la provincia di Verona, che da sola concentra quasi un terzo degli agriturismi veneti: sono 525, pari al 30,2% del totale.
Seguono Treviso con 384 strutture, Vicenza con 245, Padova con 205, Belluno con 162, Venezia con 159 e Rovigo con 58. I dati sono contenuti nell'ultimo numero di Statistiche Flash, pubblicazione dell'Ufficio di Statistica della Regione Veneto elaborata sulla base dei dati Istat.
A fotografare meglio il fenomeno, però, sono soprattutto i numeri relativi ai turisti. Gli arrivi negli agriturismi che offrono ospitalità sono passati dai 339 mila del 2019 ai 486 mila del 2025, con una crescita del 43,4%. Le presenze hanno invece raggiunto quota 1,4 milioni, il 28,8% in più rispetto al periodo precedente alla pandemia.
Un risultato che porta il Veneto al terzo posto in Italia per numero di presenze negli agriturismi, dietro Toscana e Trentino-Alto Adige. E anche il 2026, almeno nei primi sette mesi, conferma la tendenza: i dati provvisori indicano un aumento del 2,4% degli arrivi e dell'1,1% delle presenze rispetto allo stesso periodo del 2025.
Non solo pernottamenti
L'agriturismo veneto, però, non è più soltanto una forma alternativa di soggiorno. Le aziende hanno progressivamente ampliato l'offerta, affiancando all'attività agricola servizi rivolti ai visitatori.
Il 69,4% delle strutture offre alloggio, mentre il 54,9% propone anche la ristorazione. Una su quattro, il 25,9%, vende direttamente i propri prodotti. Ci sono poi le attività legate alla fattoria didattica, presenti nel 15,7% degli agriturismi, quelle naturalistiche, offerte dal 5,1%, e le attività sportive, come equitazione e mountain bike, proposte dal 4,3%.
Nel complesso, le attività secondarie delle aziende agricole generano 419 milioni di euro, pari al 4,9% del valore complessivo della produzione agricola regionale.
«L'agriturismo è ormai parte a pieno titolo del modello turistico veneto», osserva il vicepresidente e assessore al Turismo Lucas Pavanetto. Secondo l'assessore, il visitatore cerca sempre più esperienze legate alla lentezza, alla natura e ai prodotti del territorio, oltre alla possibilità di scoprire paesaggi e realtà locali.
Dalla campagna un nuovo modello d'impresa
La crescita dell'agriturismo viene letta dalla Regione anche come il segnale di una trasformazione dell'agricoltura veneta. L'azienda agricola rimane il punto di partenza, ma attorno alla produzione vengono costruite nuove opportunità di reddito e di relazione con il pubblico.
«L'agriturismo racconta bene il cambiamento di prospettiva dell'agricoltura veneta», sottolinea l'assessore all'Agricoltura Dario Bond. La produzione resta il cuore dell'attività, spiega, ma accanto a quella si sviluppano ospitalità, ristorazione, vendita diretta, educazione e conoscenza del territorio.
È una formula che punta quindi a valorizzare risorse già presenti nelle aziende: la terra, il lavoro degli agricoltori, i prodotti, il paesaggio e le tradizioni rurali. E i dati sulla domanda mostrano che, per una parte crescente dei visitatori, questo tipo di esperienza rappresenta ormai una componente stabile dell'offerta turistica veneta.
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