"Alfano ha pagato un riscatto per i quadri di Verona"

Castelvecchio, la Lega attacca: un milione di euro al governo ucraino. La Farnesina: aiuti umanitari

VERONA. Coda avvelenata al ritorno a Verona delle tele rapinate il 19 novembre 2015 al museo di Castelvecchio, ritrovate in Ucraina e restituite sette giorni fa alla città scaligera e al patrimonio culturale italiano.

Festa grande per i diciassette capovalori (tra i quali dipinti di Rubens, Mantegna, Tintoretto, Pisanello) rientrati con un volo da Kiev e “scortati” dal ministro della cultura Dario Franceschini e dal sindaco Flavio Tosi che li avevano presi in consegna dal presidente Petr Poroshenko.

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Furto in museo Verona: rubati Mantegna, Tintoretto, Rubens

Ora però c'è chi denuncia il pagamento di un «riscatto occulto» al governo dell’Est da parte della Farnesina e cita, a riprova, la nota del ministero degli Esteri Angelino Alfano, diramata il 20 dicembre (alla vigilia del rientro delle tele) che ufficializza l’erogazione di un milione di euro in «aiuti umanitari» all’Ucraina volti «ad attenuare l'impatto del conflitto in corso nelle regioni orientali del Paese» finanziando la distribuzione di generi alimentari alla popolazione più vulnerabile (700 mila) e l'attività di sminamento nelle aree teatro di guerra (300 mila, versati all’Unicef). Abbastanza per indurre i media filogovernativi di Mosca a bollare come «ricattatore» l'odiato Poroshenko, alimentando per giorni la querelle, spenta infine dalla tragedia (di ben altro impatto emozionale) dell'aereo militare precipitato nel Mar Nero. Tant’è.

Video. Il ritorno in Italia dei quadri rubati

Tornano in Italia le opere trafugate a Castelvecchio

L’associazione culturale “Veneto-Russia”, presieduta dal consigliere regionale leghista Luciano Sandonà, non ha dubbi nel puntare l’indice: «Il presidente Poroshenko si è ben guardato dal venire personalmente a Verona per riconsegnare i quadri trafugati, sapeva benissimo che sarebbe stato contestato pubblicamente per la sua condotta torbida e poco chiara nella vicenda».

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Tornano in Italia le opere trafugate a Castelvecchio

E ancora:_ «Apprendiamo che prima di riconsegnare la refurtiva il governo ucraino ha ricevuto dall'Italia un milione in forma di “aiuti umanitari”; ci chiediamo se questo è il prezzo del riscatto delle opere d'arte o una semplice beneficenza, come sostiene l'ineffabile Alfano? Nel primo caso, si comprenderebbe finalmente il vero motivo dei continui rinvii della riconsegna delle opere d’arte e la ricompensa versata, a fronte di una restituzione doverosa, costituirebbe un episodio gravissimo e un motivo di vergogna per il nostro esecutivo e per la politica estera italiana. Altro che la cittadinanza onoraria conferita a Poroshenko dal sindaco Tosi! Su questa storia la Lega vuole vederci chiaro e il nostro gruppo presenterà un’interrogazione parlamentare».

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Inaugurata a Kiev la mostra con le 17 tele rubate a Verona

Non stupiscono i toni di Sandonà, dichiaratamente filorusso e già partecipe della “missione di pace” in Crimea voluta dal Consiglio regionale tra le proteste sdegnate dell’ambasciatore di Kiev in Italia. A rincarare la dose, poi, ci pensa Stefano Valdegamberi, consigliere zaiano e gran sostenitore-lobbista di Putin: «Dopo aver subìto miliardi di euro di danni commerciali per sostenere le ragioni di un dittatore, ora l'Italia viene umiliata dai suoi stessi governanti che pagano il riscatto ad un taglieggiatore».

In verità, il semplice valore di mercato delle tele è stimato in 22 milioni, circostanza che svaluterebbe il presunto riscatto a poco più di una mancia per il disturbo della custodia... Nulla di tutto ciò, ribatte la Farnesina.

Video. Le tele in viaggio

Kiev, in partenza per Verona le 17 opere trafugate dal Museo di Castelvecchio

Fonti ufficiose del ministero degli Esteri liquidano il caso come «una coincidenza» ricordando che «da tempo l’Ucraina riceve aiuti dall’Italia, come da tanti parter europei, per far fronte alle difficoltà umanitarie e per sostenere il processo riformatore».

E i quadri di Verona? «Nessun nesso con la restituzione, il Governo ha semplicemente aderito all’appello delle Nazioni Unite per alleviare l’impatto della crisi ucraina sulle fasce più deboli della popolazione civile».

 

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