Allarme dei virologi: è in arrivo un virus influenzale pericoloso

VENEZIA. Se da un lato – grazie all’obbligo vaccinale istituito per legge – nell’ultimo anno è crollato il numero di casi di morbillo registrati in Veneto rispetto al 2017, dall’altro si prospetta una stagione invernale all’insegna di una tipologia d’influenza “seria”. Perciò, secondo gli esperti, sarà utile intervenire con una copertura adeguata. Il bilancio 2018 e le immediate prospettive future sono state trattate al congresso “Il mondo dei vaccini: loro sviluppo e impiego”, organizzato dalla Siv, la Società italiana di virologia) a Venezia. Per quanto riguarda il morbillo, il 2017 è stato un anno record. I numeri – raccolti da Monia Pacenti, del Laboratorio di riferimento regionale diagnostica delle infezioni virali emergenti – segnalano che si sono verificati 288 casi, di cui il 90% con conferma di laboratorio.
L’età media dei malati è 25,5 anni, l’81% dei pazienti che hanno contratto l’infezione si è riferita a pazienti non vaccinati. Di questi, il 40% è composto da bambini in età pediatrica tra gli uno e i quattro anni. Il cambio di rotta si è verificato a partire dal 2018. Ad oggi, sono solo 27 i casi registrati: «Il merito», conferma Pacenti, «è legato soprattutto all’obbligo vaccinale». Il miglioramento degli ultimi anni, continua Pacenti, è legato alla caratterizzazione del virus: e cioè la raccolta dei dati dei pazienti, con l’età e le caratteristiche dei virus circolanti. Ad ogni modo, non ci sono dubbi sulle ragioni del boom di casi registrati dodici mesi fa: il calo vertiginoso delle coperture vaccinali.
A inizio dello scorso anno la copertura era dell’87% quando la copertura di gregge, tale da dare l’immunità, è del 98%. Il trend, a inizio 2018, è in crescita: siamo arrivati al 91,5%. «La Regione Veneto», continua Pacenti, «ha un’anagrafe vaccinale informatizzata così da avere in tempi reali chi è vaccinato e chi non lo è». Che ci sia ancora lavoro da fare per diffondere «una delle più alte conquiste di civiltà», come definisce i vaccini il professor Rappuoli, lo confermano i diversi relatori al convegno. Come? Con una comunicazione diversa, più efficace, in grado di smontare una ad una le tesi che boicottano la scienza.
«Si è persa la percezione», commenta Giorgio Palù, direttore del Laboratorio di riferimento regionale e consulente del gruppo Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), «di quanto possano far male le malattie debellabili con il vaccino. Questo perché ormai gli effetti non si vedono più». Palù fa anche il punto sulla stagione influenzale in arrivo. «Si tratta di una tipologia molto seria, un ceppo isolato a Singapore nel 2015. Perciò è caldamente consigliato, per quest’anno, l’uso di un vaccino antinfluenzale».
Si parla di 700 mila dosi di quadrivalente e 200 mila di trivalente adiuvato. Quest’ultimo è riservato agli anziani ricoverati nelle case di cura. La sanità della Regione Veneto per quest’anno ha deciso di usare il vaccino quadrivalente per tutti, senza la distinzione tra under e over 75 suggerita da una circolare ministeriale. –
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








