Pappagalli sul Sile, camaleonti al parco e lucertole velenose: il Veneto degli animali fuori posto

Dall’ara Dex ritrovata a Treviso al rettile messicano che per quasi due mesi ha tenuto in allerta un paese. E poi pesci luna, delfini in Canal Grande, orsi, sciacalli e una volpe con la passione per le ciabatte

Il camaleonte trovato al parco, la lucertola velenosa nella Bassa Padovana, il pappagallo Dex sul Sile
Il camaleonte trovato al parco, la lucertola velenosa nella Bassa Padovana, il pappagallo Dex sul Sile

Ci sono animali fuori posto perché arrivano da un altro continente, come il camaleonte comparso sopra un albero di un parco pubblico o la lucertola velenosa del Messico nascosta lungo l’Adige.

Altri appartengono alla fauna veneta, ma si fanno notare per comportamenti decisamente insoliti: è il caso di Agostina, la volpe che di notte ruba le ciabatte davanti alle case e le abbandona nei cortili dei vicini. Altri ancora seguono rotte naturali, ma finiscono dove nessuno si aspetterebbe di incontrarli: un pesce luna nella laguna di Venezia, un delfino davanti a Rialto, uno sciacallo dorato in Cansiglio.

Il 2026 ha regalato al Veneto una piccola galleria di incontri sorprendenti.

Storie molto diverse tra loro, alcune divertenti e altre preoccupanti, accomunate dallo stupore di chi si è trovato improvvisamente davanti una creatura che sembrava arrivata dal posto sbagliato.

Dex, il pappagallo in volo sul Sile

Erika Tamas con il pappagallo Dex salvato lungo il Sile
Erika Tamas con il pappagallo Dex salvato lungo il Sile

L’ultimo lieto fine porta il nome di Dex, un giovane esemplare di ara ararauna, il grande pappagallo sudamericano riconoscibile per il piumaggio giallo e blu. L’animale, di sette mesi, era fuggito alla proprietaria Erika Tamas nella zona dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.

Nei giorni successivi Dex era stato ripetutamente avvistato tra gli alberi e lungo il corso del Sile, mentre sui social si moltiplicavano fotografie, segnalazioni e appelli. La sua ricerca aveva coinvolto residenti e frequentatori della zona, invitati a non spaventarlo e ad avvertire immediatamente la proprietaria in caso di avvistamento.

La fuga si è conclusa il 26 agosto, quando il pappagallo è stato finalmente ritrovato sul Sile. Un’incursione durata giorni, sufficiente a trasformare la grande ara colorata in una piccola celebrità trevigiana.

Il camaleonte sopra un albero

Il camaleonte ritrovato nel parco a Cadoneghe, nel Padovano
Il camaleonte ritrovato nel parco a Cadoneghe, nel Padovano

Soltanto quattro giorni prima, la mattina del 22 agosto, un’altra presenza decisamente fuori posto aveva attirato l’attenzione di un passante nei giardini pubblici di via Guerzoni, a Cadoneghe, in provincia di Padova. Sopra un albero si trovava un camaleonte velato, specie originaria dello Yemen e dell’Arabia Saudita.

L’animale era stato notato già la sera precedente, ma era riuscito ad allontanarsi o a confondersi tra la vegetazione grazie alla sua capacità di mimetizzarsi. Il giorno seguente è stato individuato nuovamente e sono stati avvertiti il Comune e la polizia locale. A recuperarlo e metterlo in sicurezza sono stati gli esperti dell’associazione erpetologica e acquariologica Apae.

Il camaleonte appariva in difficoltà e si trovava in un ambiente inadatto alle sue esigenze. Non è stato possibile stabilire se fosse fuggito o fosse stato abbandonato. 

 

La lucertola velenosa lungo l’Adige

 

La lucertola messicana trovata a Barbona, nella Bassa padovana
La lucertola messicana trovata a Barbona, nella Bassa padovana

Il caso più clamoroso dell’estate resta però quello di Barbona, nella Bassa Padovana. Per quasi due mesi lungo l’argine dell’Adige si è aggirata una lucertola perlinata messicana, nome scientifico Heloderma horridum: un rettile velenoso lungo circa 80 centimetri, originario del Messico e dell’America centrale.

Il primo avvistamento risaliva alla sera del 30 giugno, lungo la provinciale 1, all’altezza della rampa 8. L’amministrazione comunale aveva diffuso un avviso invitando i cittadini a non avvicinarsi e a non tentare di catturare l’animale. Erano quindi iniziate le ricerche, ma il grosso rettile compariva solo per brevi periodi, riuscendo ogni volta a far perdere le proprie tracce.

 

La svolta è arrivata l’11 agosto grazie a Stella, la cagnolina di una residente. L’animale ha iniziato ad abbaiare insistentemente nei pressi di un deposito, attirando l’attenzione dei proprietari. Nascosta sotto un cumulo di assi di ferro c’era proprio la lucertola ricercata.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri forestali di Monselice e un veterinario specializzato nel recupero dei rettili. L’Heloderma horridum è stata catturata e affidata al Nucleo Cites di Venezia, che l’ha trasferita in una struttura zoologica autorizzata di Jesolo. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per chiarire come il rettile sia arrivato lungo l’Adige e se sia fuggito dalla proprietà di qualcuno oppure sia stato abbandonato.

 

Agostina, la volpe che ruba le ciabatte

 

Non occorre però arrivare dal Messico per entrare nella galleria degli animali più strani dell’anno. A Incino, frazione di Arsiè nel Bellunese, la protagonista dell’estate è stata una comune volpe, diventata una ladra seriale di scarpe e ciabatte.

I residenti l’hanno ribattezzata “Agostina, la volpe malandrina”. Da settimane entra in azione dopo il tramonto, si avvicina alle abitazioni e porta via le calzature lasciate davanti alle porte. Non le conserva e non le distrugge: dopo averle trascinate anche per alcune centinaia di metri, le abbandona sopra i muretti, in mezzo alle strade o nei cortili di altre case.

Al mattino in paese è così cominciato un singolare lavoro collettivo per ricomporre le coppie. C’è chi trova davanti a casa la ciabatta del vicino e chi deve affidarsi al passaparola per recuperare una scarpa scomparsa. A svelare l’identità della responsabile sono stati i video raccolti dai residenti, nei quali si vede la volpe aggirarsi tra le case con le calzature strette tra i denti.

Il comportamento, per quanto curioso, non è inspiegabile. Soprattutto gli esemplari giovani possono impossessarsi di scarpe e altri oggetti per gioco, attratti anche dagli odori umani. 

Il pesce luna nella laguna

Tra gli incontri più spettacolari c’è poi quello avvenuto il 30 marzo nella laguna Sud di Venezia. All’altezza dell’isola delle Grazie, i vogatori della Remiera Giudecca hanno notato una gigantesca sagoma argentata che galleggiava pochi centimetri sotto la superficie. Era un pesce luna lungo più di due metri.

I vogatori sono rimasti accanto all’animale per proteggerlo dal traffico delle imbarcazioni e hanno avvertito i vigili del fuoco e la Guardia costiera. Dopo circa mezz’ora il pesce si è inabissato nel canale dell’Orfano. La specie può raggiungere dimensioni impressionanti ed è del tutto innocua, ma la sua presenza in laguna è rara: l’avvistamento precedente risaliva al 2020.

 

Il delfino arriva fino a Rialto

La laguna veneziana ha offerto un’altra scena inattesa il 13 agosto, quando un delfino è entrato nel Canal Grande ed è stato filmato mentre nuotava all’altezza di Rialto, fra gli imbarcaderi Actv e la riva del Carbon.

Il Comune ha invitato chi navigava nella zona a rallentare e a prestare la massima attenzione. Non è stato possibile stabilire con certezza se fosse Nane, chiamato anche Mimmo, il tursiope che dal 2025 frequenta il bacino di San Marco, oppure un altro esemplare.

Nane è ormai sottoposto a un monitoraggio periodico condotto dal Cert dell’Università di Padova e dal Museo di Storia naturale di Venezia, con il sostegno della Protezione civile. Gli esperti ne controllano gli spostamenti, lo stato di salute e le interazioni con il traffico acqueo. Una presenza diventata quasi familiare, ma sempre esposta al pericolo rappresentato da vaporetti, motoscafi e taxi.

Lo sciacallo in Cansiglio e l’orso sull’Altopiano

Lo sciacallo dorato
Lo sciacallo dorato

Non sono animali fuggiti o abbandonati, ma specie selvatiche che stanno tornando o allargando naturalmente il proprio territorio. Il 6 maggio Veneto Agricoltura ha annunciato che le attività di monitoraggio faunistico avevano accertato la presenza dello sciacallo dorato nella foresta del Cansiglio.

Più piccolo di un lupo e più grande di una volpe, lo sciacallo dorato è una specie elusiva e prevalentemente notturna, originaria dell’Europa sudorientale e dell’Asia. Da tempo è presente in Friuli Venezia Giulia, mentre la sua comparsa in Cansiglio costituisce una novità significativa per la fauna veneta.

Tra maggio e giugno anche un orso ha lasciato le proprie tracce sull’Altopiano dei Sette Comuni, nel Vicentino. Le analisi genetiche sui campioni raccolti hanno permesso di identificarlo: si tratta di M123, un giovane maschio proveniente dalla popolazione trentina. La conferma è arrivata il 24 giugno dalla Regione Veneto. L’animale è stato monitorato con sopralluoghi e fototrappole, senza che fossero rilevati comportamenti problematici nei confronti delle persone.

Il capriolo completamente bianco

A gennaio, infine, nelle campagne di Portogruaro è diventata una piccola celebrità una femmina di capriolo dal mantello completamente bianco. Non un caso di albinismo, secondo gli esperti, ma una rarissima mutazione genetica: occhi e mucose conservano infatti una pigmentazione normale.

Un fotografo naturalista è riuscito a immortalarla dopo un anno di appostamenti, mantenendo segreto il punto preciso dell’avvistamento per proteggerla dai curiosi. La presenza dell’animale nella zona sarebbe nota da circa nove anni. Lo scatto risale al 30 dicembre 2025, ma la storia è diventata pubblica nei primi giorni del nuovo anno.

Dal pappagallo colorato che sorvola il Sile alla sagoma enorme del pesce luna tra le barche, passando per il rettile messicano che si nasconde lungo l’Adige e la volpe che scambia i cortili per una gigantesca scarpiera: il Veneto del 2026 sembra popolato da animali che sembravano essere capitati nella storia sbagliata. Alcuni devono essere recuperati e riportati al sicuro, altri soltanto osservati da lontano. 

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova