Anziani uccisi dal blocco delle prestazioni sotto lockdown più che dalla pandemia: il report dei sindacati in Veneto

La mortalità è cresciuta del 23 per cento, ma solo un terzo era malato di Covid. «Gli over 65 devono aver paura di due cose durante questa seconda ondata: del virus stesso e di un altro blocco della sanità ordinaria»
epa08659666 Doctors and nurses wearing their protective gear (blouse, gloves and mask) take care of a patient suffering from the coronavirus disease (COVID-19) at the resuscitation intensive care unit (ICU) of the Hopital Europeen hospital in Marseille, France, 10 September 2020. According to recent hospital reports, the number of Covid-19 patients in intensive care beds in the Marseille area has more than doubled in a few days, nearing full capacity. President Macron has declared that new measures will be announced on 11 September in an attempt to stop the rise in Covid-19 infections across France. EPA/Guillaume Horcajuelo ATTENTION EDITORS: THE IMAGES OF THE PATIENT ARE PIXELIZED FOR LEGAL REASONS CONCERNING PERSONAL RIGHTS.
epa08659666 Doctors and nurses wearing their protective gear (blouse, gloves and mask) take care of a patient suffering from the coronavirus disease (COVID-19) at the resuscitation intensive care unit (ICU) of the Hopital Europeen hospital in Marseille, France, 10 September 2020. According to recent hospital reports, the number of Covid-19 patients in intensive care beds in the Marseille area has more than doubled in a few days, nearing full capacity. President Macron has declared that new measures will be announced on 11 September in an attempt to stop the rise in Covid-19 infections across France. EPA/Guillaume Horcajuelo ATTENTION EDITORS: THE IMAGES OF THE PATIENT ARE PIXELIZED FOR LEGAL REASONS CONCERNING PERSONAL RIGHTS.

VENEZIA. Gli aumenti nel Veronese sono stati del 37%, del 31% nel Vicentino, del 28% nel Trevigiano. Sono i dati Istat, raccolti da Spi Cgil, Fnp, Cisl pensionati e Uil: si tratta dell’insieme dei decessi tra gli over 65 in Veneto avvenuti fra il primo 1 gennaio e il 30 giugno, raffrontati con lo stesso periodo tra il 2015 e il 2019. Cifre che segnano un aumento delle morti nei primi 6 mesi dell’anno del 23% (si tratta di 2 mila persone decedute in più nel “normale”), di cui solo l’8% sarebbe riconducibile al Covid.

E pensare che nei primi due mesi dell’anno le morti tra gli anziani erano persino in calo, e sensibile: il 14%. C’è poi stata una tragica impennata, che i sindacati ascrivono al parziale blocco dell’attività ordinaria della sanità: insomma sono più gli anziani morti per il blocco delle prestazioni sanitarie durante il lockdown che quelli portati via dal Covid 19. Una convinzione che li spinge a dire: “Mai più!”.

«Questi numeri ci dicono che gli anziani devono aver paura di due cose durante questa seconda ondata: del virus stesso e di un altro blocco della sanità ordinaria, che impedisca di nuovo l’accesso a visite diagnostiche, specialistiche e agli screening» spiegano Elena Di Gregorio (Spi Cgil), Vanna Giantin (Fnp Cisl) e Fabio Osti (Uilp Uil) «Ma se il Covid come malattia si evita in primo luogo adottando comportamenti responsabili, è la Regione che deve mettere in campo ogni risorsa contro “l’effetto Covid”, affinché i cittadini non restino senza presidi sanitari di riferimento per curarsi. In primavera eravamo impreparati, ora sarebbe ancor meno accettabile».



L’indagine dell’Istat prende in considerazione
558 comuni veneti
, in cui sono stati registrati quasi 1.400 decessi tra gli anziani veneti nei primi cinque mesi dell’anno, su un totale di 17.600. Novecento di queste morti sono avvenute tra marzo e maggio.


Oltre alle percentuali già indicate, l’aumento delle morti è stato del 18% nel Padovano, del 16% nel Veneziano, del 10% nel Bellunese e del 9% nel Rodigino. Ma casi limite si registrano nei singoli dei Comuni: va detto che
alcuni ospitano case di riposo dove si sono manifestati tragici
, altri sono talmente piccoli da non poter essere statisticamente apprezzabili.

Però fa impressione leggere nel Bellunese, l’aumento del 500% a Canale D’Agordo, del 600% a San Gregorio nelle Alpi; nel Padovano, del 600% a Cinto Euganeo, persino dell’825% a Merlara (nella cui casa di riposo sono morti 34 anziani); nel Trevigiano, del 269% a San Pietro di Feletto e del 200% a Monfumo; nel Veneziano, del 169% a Fiesso D’Artico (la cui casa di riposo è stata sede di un importante cluster). Ma il dato più alto si registra a Zimella, nel Veronese: più 900% di decessi.

Parlando dei capoluoghi, con l’esclusione di Belluno, se fra gli anziani tra i 65 e i 74 anni la mortalità dal 2019 al 2020 è aumentata solo del 2,6%, per la fascia tra i 75 e gli 84 anni è salita al 22,2%, fino al 23.6% per gli over 85.

«Anche se è molto probabile che gli anziani morti per o con Covid siano molti di più, perché non sono stati eseguiti i tamponi su tutti i decessi nel periodo critico, questa ricerca conferma con i numeri una cosa che finora si supponeva, e cioè che il blocco della sanità ordinaria ha favorito l’aggravarsi di malattie preesistenti, e la mancata diagnosi tempestiva di altre» concludono i sindacati, con un’indicazione per il futuro prossimo: «Porre la massima attenzione su ciò che potrà accadere nelle prossime settimane, perché la scorsa primavera l’impennata dei contagi e dei morti da un mese all’altro è stata impressionante e ingestibile». —

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