Appalti delle mense ospedaliere, assolti tutti e cinque gli imputati

Il giudice ha accolto la richiesta che era stata avanzata anche dalla procura. Nel febbraio 2023 era arrivato il rinvio a giudizio, ora sono stati assolti i cinque imputati ai vertici di Serenissima Ristorazione spa ed Euroristorazione srl

Matteo Bernardini

Accogliendo la richiesta del pubblico ministero Roberto D’Angelo, il giudice del tribunale monocratico, Micol Sabino, ha assolto i cinque imputati ai vertici Serenissima Ristorazione spa ed Euroristorazione srl, Mario Putin, 76 anni, fondatore e presidente di Serenissima, il figlio Tommaso, 51, addetto alle gare d’appalto, entrambi di Costabissara (Vicenza); Giuliano Ongaro, 66 anni di Schio, presidente del cda di Euroristorazione srl; Flavio Massimiliano Faggion, 67 di Trissino (Vicenza), amministratore delegato di Serenissima; e Carlo Ernesto Garbin, 63 anni di Isola Vicentina, amministratore delegato di Euroristorazione e procuratore speciale di Serenissima, perché i fatti loro contestati non costituiscono reato.

I cinque, difesi dagli avvocati Carlo Augenti, Ferdinando Bonon, Nicola Guerra, Francesco Cibotto e Andrea Capuzzo, erano accusati, a vario titolo, di turbativa d’asta e falso ideologico.

L’inchiesta

Nata nell’ambito di un’altra indagine, l’inchiesta era stata avviata nel 2019 dalla pm Silvia Golin che aveva messo sotto intercettazione ben 47 le persone. Nel febbraio 2023 era arrivato il rinvio a giudizio chiesto dall’allora pm convinta che le due società si fossero accordate per vincere la gara e spartirsi così la “torta”.

La gara d’appalto per l’affidamento del servizio di ristorazione che riguardava le Aziende sanitarie del Veneto, era suddivisa in sei lotti. Serenissima ne vinse tre (a Rovigo, Padova e Venezia), gli altri due (Treviso e Bassano-Asiago-Schio) andarono a Euroristorazione; l’ultimo lotto relativo all’ospedale bellunese non fu assegnato per mancanza di offerta. Nel capo d’imputazione la pm Golin aveva scritto che i cinque imputati si erano «accordati fra loro... camuffando la situazione di controllo da parte di Serenissima nei confronti di Euroristorazione».

Lo dimostrerebbero «le relazioni fra persone, le cariche societarie ricoperte, il possesso delle quote societarie, la formulazione delle offerte nel bando».

La procura

Ad aprile, però, il pm D’Angelo (che ha ereditato il processo) era stato chiaro: durante le udienze non sono emersi elementi a conferma dell’accusa. Com’era riportato dalla documentazione di gara, Putin aveva dichiarato in modo trasparente che Euroristorazione era in parte controllata da Serenissima. Quest’ultima, infatti, aveva presentato delle offerte per i lotti vicini ai suoi centri cottura, escludendo i lotti per i quali concorreva Serenissima.

Dunque nessuna turbativa. Ben diversa la linea della parte civile Azienda Zero tutelata dal professor Enrico Ambrosetti che aveva rilevato come secondo i ricorsi al Tar di una concorrente ci fosse un unico centro decisionale. Da qui la richiesta di 50 mila euro di risarcimento per danno d’immagine e altri 193.000 euro per danno patrimoniale.

L’Avvocatura della regione Veneto, attraverso l’avvocato Luisa Londei, aveva invece chiesto 20.000 euro per i danni di immagine e una somma da quantificare relativamente ai presunti danni patrimoniali. Ma anche queste istanze alla fine sono state respinte.

La decisione

Accogliendo dunque le richieste del pubblico ministero Roberto D’Angelo, il giudice Sabino ha dunque assolto, in primo grado, i cinque imputati perché i fatti non costituiscono reato.

«Sotto il profilo amministrativo già non erano emerse responsabilità in capo agli imputati e adesso c’è la conferma della loro correttezza anche dal punto di vista penale», osserva l’avvocato Carlo Augenti, legale difensore di quattro dei cinque imputati. «Nel corso delle indagini, tra l’altro, erano state eseguite innumerevoli intercettazioni telefoniche che alla fine non hanno portato a nulla. Anche il pubblico ministero D’Angelo aveva chiesto l’assoluzione per i nostri assistiti. La loro condanna avrebbe portato a uno sconquasso nemmeno immaginabile per un gruppo in cui lavorano 10.000 mila persone».

 

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova