Ascoltare musica è peccato, imam espulso

Il ministro Alfano rispedisce in Algeria il predicatore islamico di Schio che invitava i ragazzi a tapparsi le orecchie in classe
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VICENZA. Ascoltare musica a scuola era «peccato», secondo l'indottrinamento dell'Imam, e così loro, magrebini di 10 anni già appassionati a vari strumenti, erano arrivati a tapparsi le orecchie con le mani in classe, davanti ai compagni e al professore. Un comportamento assurdo, subito segnalato dagli insegnanti di una scuola del vicentino. Così il capo spirituale al quale i ragazzi islamici erano stati affidati dalle famiglie è ora stato messo alla porta dalle autorità italiane: ieri, al rientro con la famiglia da una vacanza, l'Imam Sofiane Mezzerreg, algerino di 36 anni, residente nella provincia di Vicenza è stato bloccato al porto di Civitavecchia ed ha ricevuto il provvedimento di espulsione del Ministero dell'Interno, per motivi di ordine pubblico.

«In Italia si può pregare liberamente e noi sappiamo distinguere chi prega da chi spara. Nessuno, però, può predicare violenza e odio. Per questo, ho espulso l'imam di Schio», ha spiegato il ministro dell'Interno Angelino Alfano, Ideologo in contatto con l'integralismo salafita, Mezzerreg è stato subito imbarcato per Tunisi. L'ha seguito anche la moglie, insieme ai tre figli, che pure non era destinataria di alcun provvedimento. L'inchiesta, affidata alla Digos di Vicenza, era partita il 21 gennaio scorso, quando tre alunni magrebini di religione islamica di una quinta elementare si erano tappati le orecchie durante la lezione di educazione musicale.

Ascoltare musica, e utilizzare strumenti musicali «è peccato» era stato spiegato loro durante le lezioni coraniche dall'Imam Mezzerreg, che invitava inoltre i giovani adepti ad assumere comportamenti ostili alla cultura occidentale, e una volta divenuti adulti a compiere «gesti eclatanti», anche con l'uso delle armi. Gli agenti della Digos hanno successivamente scoperto che l'uomo manteneva strette relazioni con esponenti del mondo islamico radicale, mentre non aveva alcun tipo di rapporto con cittadini italiani, se non con quelli convertiti all'Islam. Si trovava in Italia dal 2002, grazie ad un permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Udine, città friulana dove aveva svolto il ruolo di imam prima di trasferirsi nel vicentino alla fine del 2013. Dopo l'episodio avvenuto nella scuola - hanno spiegato oggi gli investigatori - gli alunni islamici, richiamati dai docenti, non hanno più reagito in modo così negativo alle di educazione musicale. Ma il loro rendimento è calato vistosamente, e alcuni non potranno più proseguire l'aspirazione manifestata a proseguire gli studi in scuole di indirizzo musicale.

«Chi predica e pratica l'intolleranza o la violenza, in Veneto non trova posto; chi cerca e chiede una reale integrazione, basata sulla reciprocità, la trova da anni e continuerà a trovarla» ha commentato il governatore Luca Zaia. L'imam Mezzerreg era attivo nel centro islamico culturale «Guida Retta» di Schio. Oltre a promuovere i principi originari dell'Islam e la diffusione dell'ideologia salafita, l'algerino manteneva contatti con esponenti dell'islamismo radicale, soprattutto fuori del Veneto, e all'estero, in Francia. Anche questi aspetti hanno portato alla decisione dell'espulsione. Il 5 agosto scorso il Viminale aveva espulso un altro imam attivo in Veneto, nella moschea di San Donà di Piave, il marocchino Raoudi Albdelbar. Nella predica del venerdì l'uomo era stato sentito incitare i fedeli ad uccidere gli ebrei, con frasi del tipo «Oh Allah, contali uno ad uno e uccidili fino all'ultimo. Non risparmiare uno solo di loro».

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