Autonomia del Veneto, il centrodestra unito firma il documento programmatico di Zaia

L'annuncio è arrivato da Lorenzo Fontana, vicesegretario federale della Lega e segretario della Liga Veneta
Il presidente Luca Zaia durante la conferenza stampa dello spoglio del referendum per l'autonomia del Veneto
Il presidente Luca Zaia durante la conferenza stampa dello spoglio del referendum per l'autonomia del Veneto
VENEZIA. «È stata una trattativa lunga e per certi versi complicata, ma oggi dal Veneto parte l’accordo base per il futuro governo del Paese». Si ritorna a parlare di autonomia e lo si fa con le dichiarazioni di Lorenzo Fontana, vicesegretario federale della Lega e segretario della Liga Veneta.
 
Fontana ha annunciato la firma, da parte di tutto il centrodestra, del documento programmatico elaborato dal presidente regionale veneto Luca Zaia per l'ottenimento dell'autonomia del Veneto: «Abbiamo richiamato gli alleati a un impegno particolare sull’autonomia, un punto che per noi è fondamentale e rispecchia il volere espresso da oltre 2 milioni di veneti». 
 
A quattro giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste elettorali per le regionali, Matteo Salvini e Giorgia Meloni - Lega e Fratelli d'Italia - chiudono così l'accordo in Veneto. La coalizione di centrodestra conferma l'alleanza Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia a sostegno della ricandidatura del governatore uscente Zaia. Il tema che ha portato alla firma dell'intesa all'ultimo minuto è stato proprio il dibattito, interno alla coalizione, sul tema dell'autonomia.
 
Da una parte, Zaia pretendeva la sottoscrizione da parte di tutti gli alleati, compresi i più scettici di FdI, del suo progetto autonomista; dall'altra il partito di Meloni chiedeva la contemporanea firma di un patto anti-inciucio in cui i sottoscrittori si impegnavano a non dare vita, in questa e nella futura legislatura, ad alleanze con altri partiti politici. Entrambi hanno ottenuto quello che volevano.
 
"Lo abbiamo detto fin dall'inizio, l'autonomia è un aspetto imprescindibile e prioritario che, dovendo passare da Roma, necessita di un accordo a livello nazionale tra tutti i partiti di centrodestra" ha ribadito Fontana "Siamo quindi soddisfatti di aver convinto, su questo punto, anche gli altri partiti".
 
Conferma questa posizione Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia: "Di fronte alla richiesta del governatore del Veneto di confermare il sostegno all'autonomia, Fratelli d'Italia ha chiesto e ottenuto di aggiungere all'accordo anche quelli che considera essere due punti imprescindibili: il sostegno di tutto il centrodestra al presidenzialismo, elemento fondamentale per rafforzare l'unità nazionale e l'efficienza delle istituzioni centrali, e il patto anti-inciucio per vincolare tutti i partiti della coalizione al rispetto degli impegni programmatici presi con i cittadini". 
 
 "Chi sperava che FdI, Lega e Forza Italia si dividessero sui temi del presidenzialismo e dell'autonomia regionale è servito". Lo dichiara invece Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato e senatore di Fratelli d'Italia. "Il documento finale firmato da Meloni, Salvini e Berlusconi non solo riconferma e sottolinea tutti gli impegni già sottoscritti nel 2018 tra cui presidenzialismo, giustizia e autonomia anche differenziata, ora oggetto di un apposito documento di Zaia, ma introduce una grande novità a lungo proposta da Giorgia Meloni: il cosiddetto 'patto anti inciucio' che impegna FdI, Lega e Forza Italia a non allearsi mai con 5 Stelle e Pd per rimanere coerenti davanti ai propri elettori".
 
Commenta inoltre il senatore Udc Antonio De Poli: "Come ho sempre sostenuto, la coalizione di centrodestra al Governo è l'unica garanzia per portare a casa il traguardo dell'autonomia. Si tratta di una battaglia che intende realizzare la volontà espressa democraticamente dal popolo veneto nel referendum del 2017". Ha aggiunto De Poli: "!uesto obiettivo va raggiunto senza se e senza ma. L'autonomia, come ha detto più volte il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è alla base della democrazia. Abbiamo il dovere di raggiungere questo obiettivo che prescinde dai colori politici: 2,3 milioni di veneti si sono già espressi e adesso spetta alle istituzioni nazionali e regionali compiere una svolta storica nell'architettura istituzionale del Paese".
 

 

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