Bandiera del Veneto ai neonati lite tra Carroccio e opposizione

Nuova mossa dopo la sentenza costituzionale che ha bocciato l’obbligo di esporla nei luoghi  pubblici. La consegna affidata  ai sindaci: dubbi di legittimità

venezia

Bandiera vecchia onor di capitano, recita la saggezza popolare. Ma a Palazzo Ferro-Fini il gonfalone della Serenissima sta diventando un’ossessione, capace di accendere scontri ideologici degni di miglior causa. A breve distanza dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato l’obbligo di esporre il Leone marciano nei luoghi pubblici (sancito da una legge regionale), la Lega riapre la questione e lo fa in commissione Affari istituzionali per voce del consigliere Gabriele Micheletto, autore di un progetto di legge che prevede la donazione del fatidico vessillo veneto a tutti i neonati ad opera dei sindaci nostrani.

DEM E SINISTRA: BASTA PROPAGANDA

Un gesto simbolico, a tutela della storia e della memoria, a detta del proponente. Un ennesimo spot di dubbia legittimità, ribatte l’opposizione: «Qual è il fine di questo provvedimento? L’orgoglio per l’origine veneta? L’urgenza di affermare un’identità forte? Davvero ne abbiamo bisogno? » , obiettano Orietta Salemi e Graziano Azzalini, esponenti della sinistra Pd «o piuttosto non è il tentativo di nascondere con una mano di vernice il fallimento del progetto autonomistico di Zaia, con le 23 materie e i 17 miliardi trasferiti dallo Stato, quel suo “tutto e subito” naufragato a Roma per la frenata imposta dai suoi stessi compagni della Lega piegati ai bisogni del partito nazionale di Salvini che guarda al Sud? » .

SANDONÀ: SIMBOLO DELLA NOSTRA STORIA

Critiche rincarate da Piero Ruzzante (Leu) che prevede un nuovo stop della Consulta qualora si imponga per legge ai sindaci la consegna della bandiera ai “nuovi veneti”; una perplessità, la sua, condivisa dal forzista Giorgetti. In difesa del collega, gli zaiani Luciano Sandonà e Riccardo Barbisan; il primo ha invitato a cogliere il valore identitario dell’iniziativa: «Non dividiamoci su una tradizione millenaria e gloriosa che appartiene al nostro popolo»; il trevigiano ha ironizzato sull’«allergia» degli oppositori ai simboli della storia veneta. Contrari anche i 5 Stelle attraverso gli interventi di Patrizia Bartelle e Simone Scarabel, lesti ad annunciare un «no convinto» allorché il progetto legislativo approderà in aula. Si vedrà.

IL LEONE MARCIANO IN CLASSE

Chi tira dritto, incurante di sentenze e polemiche, è Luca Zaia. A riguardo, martedì, nella Scuola Grande di San Rocco a Venezia, sbarcherà il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti per sottoscrivere con il governatore il “Protocollo di intesa tra ministero e Regione per lo sviluppo delle competenze degli alunni in materia di storia e cultura del Veneto”. L’epopea della Serenissima (come anticipato dal nostro giornale) diventerà così argomento di studio nel ventaglio scolastico che si estende dalle elementari alle superiori. –

Filippo Tosatto

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