Bibione compie 70 anni: «Ora la sfida è vivere di turismo tutto l’anno»
La località festeggia il 70° anniversario con un convegno dedicato alle sfide del futuro: cambiamento climatico, ripascimento, infrastrutture, sostenibilità e destagionalizzazione. Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi: «Bibione è diventata un modello di riferimento»

Bibione compie 70 anni e li ha festeggiati ieri con un convegno a cui ha partecipato il ministro del Turismo. In apertura il sindaco Flavio Maurutto ha illustrato, dopo le bombe d’acqua, la possibilità di spezzettare il progetto da 30 milioni di euro sul deflusso rapido delle acque dal centro, in tanti piccoli stralci per i quali il Comune di San Michele può spendere finanziamenti propri a bilancio.
Tra le sfide da vincere nel prossimo futuro ci sono quelle legate al cambiamento climatico, alla lotta alla burocrazia, alla salvaguardia della natura e alle infrastrutture sostenibili. Obiettivo: vivere di turismo tutto l’anno. A condurre i lavori ieri c’era Mauro Mazza, ex direttore Tg2.
Un nome nuovo
«I primi 70 anni servono a scrivere il nostro futuro. Abbiamo superato sfide serissime e momenti delicati come le crisi edilizie, le alghe, l’ingresso nell’euro. Fino al Covid. La pandemia», ha ricordato il sindaco Flavio Maurutto, « ha avuto un impatto senza precedenti. Dobbiamo tendere a migliorare. San Michele Bibione? Il nome nuovo ci fa fare il salto di qualità».

Dopo il voto in consiglio - ed è passato più di un anno - non si è più affrontato l’argomento. La Regione tace. Massimo Zanon, presidente della Camera di Commercio Venezia Rovigo ha aggiunto che Bibione è al centro dei suoi pensieri. «È un grande traguardo. Sono convinto che gli operatori di Bibione sappiano mettere un’offerta con Venezia, non seconda a nessuno».
Per Lucas Pavanetto, vicepresidente della Regione, «tutto il Veneto orientale fa grandi le destinazioni. Nei prossimi anni si vuole distribuire la ricchezza e aumentare quella dell’entroterra». Interessante quanto ha detto l’eurodeputato ed ex sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani, FdI. Ci vuole un piano nazionale per i ripascimenti.
Operazione ripascimento
«Il successo di Bibione è dovuto alla capacità di trasformare la località anticipando i tempi. Servono amministrazioni capaci di intercettare i fondi europei e di vedere lontano. Dobbiamo vincere la partita del ripascimento», ha detto, «Ci vuole un piano nazionale».
Per Alberto Marchetti, presidente dell’Aba albergatori, «Bibione deve innovare mantenendo la sua identità». Maria Santorso, presidente dell’Abit appartamenti, ricorda che «Bibione ha una forte squadra e ci facciamo forza tra di noi», concetto ribadito anche dalla famiglia Sartori della Bibione Mare. Adamo Zecchinel, presidente della Bibione Spiaggia, ha parlato a nome della spiaggia più grande d’Europa, con 20mila ombrelloni e 200 dipendenti.
La spiaggia più grande
Il suo è stato un discorso diverso dagli altri. «Innovazione e tecnologia saranno il futuro. La ricchezza venga misurata non solo con il numero degli ombrelloni ma da servizi e dalla volontà del turista di tornare. Oggi», ha dichiarato, «salviamo il patrimonio per lasciare un’eredità importante». Non c’è località efficiente senza un presidio sanitario efficiente. Lo ha ricordato il direttore generale dell’Al 4 Carlo Bramezza.
«A Bibione portiamo innovazioni. Il turista è sempre più anziano e dobbiamo pensare a progetti di longevity per far tornare il turista più in forma».
Sui ripascimento il collega di FdI Lucas Pavanetto ha riposto a Ciriani. «Ci sono i progetti. Ognuno ha progetti differenti perché i territori sono differenti. Con le bombe d’acqua ci sono sviluppi importanti nei sottoservizi, ma a volte non si gestiscono».
E qui è stata la volta nuovamente di Maurutto. «Soffriamo il problema del ripascimento. Il problema non si limita alle risorse ma anche alle autorizzazioni per lavorare sui beni dello Stato. Il Tagliamento? Aspettiamo con grande preoccupazione la messa in sicurezza degli argini visto che ci sono le risorse. Le acque poi vanno trattenute a monte».
Un nuovo accesso al mare
Antonio Ferrarelli del Distretto Veneto orientale cavalca l’onda del secondo accesso al mare. «Lo si deve costruire su strade esistenti e poi garantire un ponte a Baseleghe. Con l’entroterra? Si deve lavorare di più e meglio garantendo posti letto».
La soluzione del secondo ponte e dell’inclusività sono obiettivi anche della famiglia Basso, senza cui non si può avere, a Bibione, voce in capitolo.
Il ministro Mazzi
Dopo pranzo ecco il ministro. Gianmarco Mazzi, che ha confidato di conoscere bene Bibione per le sue vacanze trascorse nella località, ha tracciato un quadro del turismo nazionale decisamente positivo, con un 2026 in aumento del 4,8% sul fronte delle presenze turistiche e un fatturato di oltre 33 miliardi.
«Bibione è diventata in 70 anni un modello di riferimento. Le parole d'ordine sono delocalizzazione, ossia attività integrate tra località turistiche e territorio circostante; digitalizzazione, ossia l’intercetto dei turisti con le nuove tecnologie; destagionalizzazione ossia un arricchimento dell’offerta turistica che possa incentivare gli arrivi anche fuori stagione, come ad esempio incentivare l’enogastronomia».
Mazzi ha elogiato il decennale di Bibione spiaggia senza fumo, merito dell’allora sindaco Pasqualino Codognotto, presente in sala; e di Carlo Bramezza alla sua prima direzione generale in quest’usl.
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