Biennale Architettura, il legno sarà il grande protagonista

VENEZIA. La Biennale Architettura prevede per questa edizione 63 partecipazioni nazionali – ma potrebbe esserci qualche defezione – con Grenada, Iraq e Uzbekistan presenti per la prima volta, e 17 mostre collaterali che potranno fregiarsi del marchio del leone della Biennale.
Oltre alle altre distribuite in tutta Venezia. Si conoscono anche le prime proposte dei Paesi decisi a partecipare. Il padiglione dei Paesi nordici, ad esempio proporrà un modello per il co-housing che permetterà ai visitatori di passeggiare all’interno di un complesso di appartamenti con servizi condivisi, costruiti con componenti in legno.
Il progetto del padiglione della Germania si articolerà su due piani differenti.
La mostra all’interno del padiglione ai Giardini della Biennale verrà allestita con materiali di riciclo, in collaborazione con il gruppo veneziano Rebiennale e prevede la proiezione di video in cui i partecipanti al progetto sono chiamati a esprimere diverse prospettive sulla visione del futuro 2038.
I contenuti della mostra verranno invece pubblicati nel giornale multilingue con sede a Berlino Art of the Working Class. Circa 60 mila copie del giornale saranno distribuite sia gratuitamente ai senzatetto e a persone che vivono in condizioni di precarietà a Venezia, che potranno venderle agli interessati, sia nel Padiglione tedesco ai Giardini della Biennale, dove potranno essere acquistate con una donazione.
Sarà dedicato al tema delle architetture tradizionali in legno delle case americane il padiglione degli Stati Uniti affidato a Paul Andersen e Paul Preissner. “American Framing” sarà il titolo. Andersen e Preissner indagheranno sulla tradizione americana delle costruzioni con struttura in legno. «Stiamo esaminando le storie, il lavoro, le forme e le conseguenze di questa forma di costruzione architettonica ormai onnipresente», hanno già dichiarato.
Saranno invece i curatori Manijeh Verghese e Madeleine Kessler a occuparsi del padiglione della Gran Bretagna. Ispirato al “Giardino delle delizie” di Hieronymus Bosch, il progetto esaminerà come spazi urbani londinesi come British High Street e Playground siano minacciati dall’aumento della privatizzazione.
La mostra si impegnerà nel dibattito in corso sulla proprietà e l’accesso a ciò che percepiamo come spazio pubblico. I curatori trasformeranno il padiglione britannico in una serie di spazi immersivi, commissionati da ricercatori e professionisti di spicco, presentando una critica su come vengono attualmente utilizzati fornendo al contempo strategie per aumentare l’agenzia delle persone sui loro spazi pubblici.
La Russia invece con “Open! ” metterà in mostra giovani architetti russi e si concentrerà sulla ristrutturazione del secolare edificio del padiglione, costruito dall’architetto russo Alexey Shchusev nel 1914.
La Francia presenterà un padiglione dedicato alle comunità all’opera coinvolgendo gli abitanti di “GHI du Grand Parc”, Bordeaux e “la Cité de transit de Beutre”, Mérignac (Francia).
E, ancora, di Kliptown, Soweto (Sudafrica) – KTT apartment buildings, Hanoi (Vietnam) – Southwest Detroit (Usa). —
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