Le parole choc del deputato Bof: «Cecchini contro i manifestanti No Tav»
Il parlamentare trevigiano di Futuro Nazionale in tivù all’attacco dei manifestanti in Val di Susa: «Chi si permette di tirare una bomba contro un poliziotto deve essere seccato sul posto»

Dalla legittima difesa al legittimo omicidio di Stato il passo è breve per gli uomini di fede vannacciana. Parole choc quelle usate l’altra sera negli studi della trasmissione Ring in onda su Antenna Tre, dal deputato trevigiano ex leghista e ora Futuro Nazionale Gianangelo Bof. Che, dibattendo sulle violenze No Tav in Val di Susa, ha espresso il suo credo: «Per gente con le bombe imbottite di chiodi e bulloni che possono uccidere i poliziotti, ci vogliono i cecchini ad accompagnare i poliziotti», ha detto, «E chi si permette di tirare una bomba contro un poliziotto deve essere seccato sul posto».
Gelo in studio e imbarazzo del conduttore Ferdinando Avarino che ha subito preso le distanze: «Non può dire una cosa del genere, è omicidio». La trasmissione dedicata alle misure di contrasto alla violenza, si era aperta con l’intervista al sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari per passare successivamente ad analizzare quanto accaduto in Val di Susa, con la guerriglia tra manifestanti e poliziotti e il ferimento di 120 agenti.
Tra gli ospiti anche Bof: «Le scene che noi vediamo non sono di una manifestazione che sfocia nella violenza, ma appartengono alla matrice terroristica con finalità eversiva», ha osservato. Per poi rincarare: «È gente armata, organizzata, che pianifica attentati alle infrastrutture dello Stato e lì noi andiamo il giorno dopo a vedere che ci sono stati 120 poliziotti feriti in ospedale. Non funziona così».
Nei «Paesi normali» di Bof – evidentemente non gli Stati di diritto – funziona che i cecchini accompagnano i poliziotti e ammazzano sul posto i violenti.
Tra gli ospiti in studio anche il consigliere regionale Avs Carlo Cunegato che martedì in una nota ha condannato l’uscita: «Parole gravissime, incompatibili con i principi della Costituzione e con i valori di uno Stato democratico ma che evocano scenari autoritari, se non una vera e propria dittatura. La violenza di chi devasta i cortei o aggredisce le Forze dell’Ordine va condannata senza esitazioni. È inaccettabile e delegittima le ragioni delle mobilitazioni. È ancora più inquietante che un rappresentante delle istituzioni risponda evocando l’uso dei cecchini contro i manifestanti».
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