Bonus Inps. Forcolin: “Avevo paura del futuro. Ma non ho mai ricevuto un cent”

Il vicegovernatore si difende: "Domanda all'Inps mai completata. Ne ho parlato con Zaia nella massima trasparenza"
L’intervista
 
Il vice governatore del Veneto Gianluca Forcolin è nell’occhio del ciclone dopo che il suo studio di tributaristi associati Forcolin - Loverre - Cadamuro ha chiesto e non ottenuto il bonus Inps di 600 euro per le partire Iva in crisi per il Covid.
Forcolin anche lei nelle lista dei furbetti?
«Non c’è nessun furbetto, né io né lo studio del quale sono socio. E non credo di dover gettare al vento cinque anni di mandato e la mia carriera politica per un bonus di 600 euro mai incassato».
 
Ma la domanda è stata presentata anche da lei?
«Ad oggi, da una richiesta all'Inps non risulterebbe neppure la domanda in questione e la stessa cosa vale per gli altri due miei soci. Io risulto socio al 25 per cento, quindi di minoranza, dello studio di tributaristi di San Donà. E lo studio, in un periodo di crisi per la pandemia, aveva pensato di presentare la richiesta. C’erano sette persone in cassa integrazione in quel momento, spese certe e incassi a zero con la paura di una crisi che sarebbe durata chissà quanto tempo. In quel contesto è maturata l’idea di richiedere il bonus non conoscendo il futuro».
 
La domanda all’Inps poi che fine ha fatto? 
«La domanda si è bloccata sul nascere al solo caricamento dei dati, in quanto i chiarimenti ministeriali hanno permesso poi di accertare che la nostra categoria non poteva in realtà percepire il bonus».
 
In questi giorni lei è diventato bersaglio anche nel suo partito, come mai?
«Questo mi sembra più che altro un processo alle intenzioni, tanto più che a una verifica degli anagrafici Inps la pratica non risulta affatto. Ripeto che in quel periodo non sapevamo a cosa saremmo andati incontro e c’era una grande paura per il futuro dello studio di cui faccio parte».
 
Ne ha parlato con il presidente Zaia?
«Certo. Zaia aveva chiesto di sapere se qualcuno avesse presentato domanda o percepito il bouns e io ho subito ammesso che la domanda era stata presentata senza poi incassare i 600 euro. In realtà avrei potuto anche non accennarne in quanto la domanda non risulta all’anagrafica Inps perché incompleta. Ma non ho avuto problemi a dire tutta la verità nella massima trasparenza». 
 
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