Stop ai carnet Smart di Trenitalia, il Movimento Consumatori: «Stangata per studenti e lavoratori»

Dal 1° novembre 2026, Trenitalia non venderà più i carnet Smart per Frecciarossa e Frecciargento. Movimento Consumatori chiede alla società di rivedere la decisione e mantenere i carnet o di introdurre una formula equivalente, flessibile e conveniente

Trenitalia ha annunciato che, dal 1° novembre, i carnet Smart per Frecciarossa e Frecciargento non saranno più disponibili. Una decisione comunicata con appena due settimane di anticipo, che rischia di penalizzare lavoratori, studenti e pendolari che utilizzano l’Alta Velocità più volte al mese, ma non tutti i giorni.

Il Carnet Smart, composto da dieci viaggi in classe Standard, consentiva di acquistare in anticipo un pacchetto di biglietti a prezzo agevolato, senza dover sostenere il costo di un abbonamento mensile.

Dal prossimo mese questa possibilità verrà meno. Trenitalia ha motivato la decisione con il cambiamento delle abitudini di viaggio e il ridimensionamento del lavoro agile e ha annunciato una riduzione dell’abbonamento mensile da 374 a 294 euro (con una prenotazione obbligatoria da 2 euro per ogni tratta che punta a ridurre le prenotazioni inutilizzate).

Ma così non si risolve il problema di chi viaggia soltanto alcuni giorni al mese e si elimina una formula pensata per chi ha esigenze di mobilità più flessibili.

La scheda

Lavoratori precari, collaboratori occasionali, studenti e dipendenti che alternano presenza in ufficio e smart working rischiano di dover sostenere spese sproporzionate rispetto ai giorni effettivi di viaggio.

A questo si aggiungono la difficoltà di trovare posti disponibili in classe Standard nelle fasce orarie più richieste e la frequenza dei ritardi che aumentano i disagi.

Senza alternative adeguate, il rischio è che alcuni viaggiatori siano costretti ad acquistare biglietti singoli a costi maggiori rendendo i frequenti spostamenti insostenibili.

Sulla Torino-Milano, secondo le simulazioni disponibili, chi effettua cinque viaggi di andata e ritorno al mese arriverebbe a spendere 314 euro, contro i 139 euro del carnet: 175 euro in più al mese. Per dieci giorni di viaggio mensili, la spesa passerebbe da 278 a 334 euro, con 56 euro aggiuntivi al mese.

Movimento Consumatori chiede a Trenitalia di rivedere la decisione e di mantenere i carnet Smart o introdurre una formula equivalente, flessibile e conveniente. Il trasporto ferroviario deve restare accessibile anche a chi non viaggia tutti i giorni: eliminare una soluzione tariffaria senza offrire un’alternativa adeguata rischia di penalizzare chi sceglie il treno per raggiungere i luoghi di lavoro o di studio.

«In un momento in cui il caro benzina pesa già sui pendolari costretti a utilizzare l’auto», afferma Marco Gagliardi, coordinatore del settore Trasporti MC, «eliminare i carnet Smart significa aumentare ulteriormente i costi della mobilità per lavoratori e studenti. Ancora più grave è il preavviso di appena due settimane, che non consente di programmare per tempo spostamenti e spese. Chi viaggia per lavoro o studio ha bisogno di tariffe accessibili, flessibilità e certezze».

«Siamo particolarmente delusi da questa decisione peggiorativa per i consumatori», spiega Alessandro Mostaccio, presidente MC, «perché non corrisponde ad un aumento della qualità del servizio. Sono 15 anni che Trenitalia aumenta costantemente i prezzi dell’alta velocità senza aumentare il livello qualitativo del servizio. I ritardi sono ormai sistematici e contraddicono le tempistiche di percorso pubblicizzate nel momento di acquisto; vagoni sporchi e meri bonus per ritardi sostanziali, anziché indennizzi monetari, completano lo scenario. Se a questo, sommiamo che i cittadini sono impoveriti nei propri salari reali da inflazione e caro carburanti, queste pratiche palesano una mancanza di sensibilità che colpisce e che tradisce la poca presa che questo Governo ha su interi settori economici».

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