Carta carburante clonata e gasolio rubato al leader degli autotrasportatori: «L’antifurto non basta»

Tra le vittime dei furti di gasolio c’è Paolo Marcon, presidente della Categoria Autotrasportatori di Confartigianato Treviso: «Per prosciugarti mezzo serbatoio impiegano tre o quattro minuti, non di più»

Francesco Dal Mas
Paolo Marcon, presidente degli Autotrasportatori di Confartigianato Treviso
Paolo Marcon, presidente degli Autotrasportatori di Confartigianato Treviso

«Ho subìto un furto di gasolio a Paese, mi hanno portato via 500 litri e, settimane fa, ho subìto un altro tentativo di furto, in un’altra sede. Tentativo fallito, però sono comunque riusciti a provocarmi un danno al serbatoio». Non è finita qui. «Mi è anche capitata la clonazione della carta carburante». Insomma, la vita durissima dell’autotrasportatore. Per il quale l’aumento del prezzo del gasolio è solo uno dei tanti problemi. Tra le vittime dei furti c’è dunque Paolo Marcon, che è presidente della Categoria Autotrasportatori di Confartigianato Treviso.

Quando e come hanno agito i ladri di gasolio?

«Hanno agito di notte, nelle classiche soste del sabato e della domenica. E lo hanno fatto in aree private. Siamo in presenza, non lo si dimentichi, di persone con pochi scrupoli e, in ogni caso, attrezzate di pompe e strumentazione piuttosto sofisticata. Organizzazioni, non ladri improvvisati. Per prosciugarti mezzo serbatoio impiegano tre o quattro minuti, non di più. Negli autogrill operano organizzati in vere e proprie squadre, che probabilmente fanno riferimento a sistemi criminali sovraregionali».

Ma come si spiega l’incremento dei furti di carburante proprio in questo periodo? Solo per l’incremento del prezzo?

«È originato non solo dall’aumento dei prezzi, ma, se consideriamo il fenomeno ancora a livello generale, possiamo riferirlo anche al contingentamento delle ore di guida dell’autotrasportatore. Purtroppo gli autisti sono obbligati a fermarsi in posti che in tanti casi non sono sicuri, in zone pericolose non solo per il possibile furto del carburante ma anche per la merce trasportata, e per la incolumità dell’autista stesso. Per ragioni orarie non possono raggiungere aree più sorvegliate. I camion viaggiano anche con serbatoi da mille litri, che quindi bene o male possono avere almeno 2.200, 2.300 euro di valore. Valore esposto alla mercè di tutti. Se nei grandi hub interviene la criminalità organizzata, in periferia si affaccia il malvivente di turno. Ma poi ci sono i colpi nei depositi, e qui si parla di decine di migliaia di euro».

Per difendervi non è sufficiente l’antifurto?

«No. L’antifurto ti copre il tappo. Ma il resto del serbatoio è difficilmente difendibile: te lo bucano. Quindi hai tre tipi di danno: il furto del gasolio, la rottura del serbatoio e l’impossibilità di rifare il pieno fino alla riparazione o sostituzione del serbatoio stesso. Metti che ti trovi a Roma piuttosto che a Marsiglia: preferisci a questo punto che ti rubino il carburante, piuttosto che ti provochino danni strutturali».

Le aree di sosta non sono dunque sufficientemente sicure nella nostra provincia?

«Purtroppo no. Non solo mancano di sicurezza, ma anche di servizi. Se venissero adeguatamente attrezzate da questo punto di vista, potremmo far pagare anche il parcheggio, magari anche solo 5-7 euro. Invece troppo frequentemente dimentichiamo che dentro il camion abbiamo una persona che ha diritto ai servizi e abbiamo dei mezzi che trasportato merci dal valore importante».

Avete un’idea di dove finisca il gasolio rubato?

«Al mercato clandestino. Che può essere organizzato ai livelli più alti, oppure in dimensione domestica. Se riesci, ad esempio, a sottrarre 500 litri di gasolio alla settimana, ti fai 4 mila euro di introito al mese. Ed ecco spiegati i piccoli furti. E, per la verità, non riesco a capire chi può avere interesse per il gasolio a mercato nero, non potendo scalare l’Iva e togliere le accise. Quindi non penso che gli acquirenti siano gli autotrasportatori organizzati. Poi ci sono le organizzazioni più importanti».

Parliamo, infine, del gasolio inquinato. Qualche caso succede ancora. Come potete difendervi?

«Bisogna prestare la massima attenzione contro la speculazione, con mediatori che ne approfittano approvvigionandosi da fornitori non sicure, che ti propinano magari gasolio annacquato. È evidente, pertanto, che possiamo tutelarci continuando a servirci dai fornitori storici, che certamente non si permettono di acquistare partite di gasolio a prezzo minore, di qualità scarsa. Partite che subito si riflettono sulle prestazioni dei nostri mezzi. Si tratta di fornitori che ti fanno pagare qualche centesimo in più, ma che si approvvigionano da fonti sicure. Ma i problemi non finiscono qui».

Infatti. La clonazione delle carte carburante...

«Se un autista deve fare un carico di 500 litri, ha più di mille euro di spesa. È ovvio che non può avere questi soldi in contanti, ha delle carte di credito o carte carburante. Carte che però corrono il rischio di essere clonate da queste bande molto attrezzate. È successo anche a me».  

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