Carte false sulla morte della migrante a Cona

CONA. La morte di Sandrine Bakayoko, la giovane migrante ivoriana deceduta per cause naturali in bagno all’interno del centro di accoglienza di Conetta, è avvenuta alle 9 del mattino.
Ma il corpo esanime della ragazza è stato ritrovato solo tre ore dopo. Un dato emerso dall’autopsia e dalla rigidità del corpo della ragazza, che adesso andrà verificato.
L'AUTOPSIA L’esame è stato eseguito martedì mattina in ospedale a Piove di Sacco dal dottor Silvano Zancaner su incarico della Procura lagunare. Il medico legale ha ipotizzato l’ora del decesso della giovane ivoriana basandosi sulla rigidità del corpo. Ulteriori elementi arriveranno nelle prossime settimane con gli esiti degli esami istologici sui tessuti prelevati. L’autopsia ha permesso di chiarire con certezza le cause del decesso. Sandrine è morta per tromboembolia polmonare massiva bilaterale. Tradotto dal linguaggio medico, la richiedente asilo è deceduta per cause naturali. La patologia rientra nel novero delle morti improvvise e asintomatiche con decesso pressoché istantaneo. Una morte impossibile da evitare anche con l’intervento immediato dei medici. I primi risultati dell’autopsia arrivati sul tavolo della pm D’Alessandro, che sta seguendo il caso assieme al procuratore aggiunto Carlo Nordio, reggente della Procura veneziana, hanno permesso di sgomberare il campo dai timori sul fatto che il decesso fosse legato a una malattia infettiva (tra tutte la meningite). Nessuna emergenza sanitaria, dunque, e nemmeno ipotesi dolose dietro la tragedia.
VIDEO: CONA ALL'INTERNO
GLI ORARI Resta il mistero sull’ora del decesso, un mistero reso ancora più fitto dai primi risultati dell’autopsia. Sin da subito i migranti avevano sostenuto che i soccorsi fossero stati chiamati in ritardo. La direzione generale dell’Asl Euganea ha precisato ieri che il decesso è stato constatato al pronto soccorso di Piove di Sacco alle 13.46, dopo che la chiamata al Suem era arrivata alle 12.48 e l’ambulanza era giunta a Conetta alle 13.09, trovando Sandrine in arresto cardiorespiratorio e iniziando come da protocollo la rianimazione.
VIDEO: NORDIO
ABORTO. Si è anche appurato che un mese fa Sandrine, rimasta incinta, aveva deciso di abortire spontaneamente.
LA RIVOLTA La morte di Sandrine è stata seguita da una rivolta scoppiata nella notte, capeggiata dalla componente francofona del campo, formata da uomini di varie nazionalità africane tra lunedì e martedì mattina, con 25 operatori della cooperativa che gestisce la base tenuti segregati in ufficio. La notte fra martedì e mercoledì è però trascorsa tranquilla.
TRASFERIMENTO Nella serata di martedì è stato raggiunto un accordo su indicazione del ministro Marco Minniti, 100 profughi trasferiti a Bologna. Due pullman sono arrivati a Conetta poco prima delle 10. La scelta delle persone è a carico della Prefettura di Venezia. Una volta arrivati a Bologna i profughi saranno assegnati ad altri centri dell' Emilia Romagna. Alle 11.30 fissata la partenza dei pullman.

VIDEO: L'ARRIVO DEI PROFUGHI A BOLOGNA
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova









