«Centrale Enel, la Regione decida»

L’appello: bisogna scegliere quale impostazione dare a Porto Tolle

ROVIGO. È la Regione del Veneto che deve decidere l’impostazione da dare alla centrale Enel di Porto Tolle. A sostenerlo, parlando proprio da Rovigo, a margine dell’assemblea regionale del Pd, è il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato. «Sulla centrale Enel di Porto Tolle bisogna ricordarsi che si è sempre parlato di federalismo ed è la Regione che decide l’impostazione da dare. In questo momento non c’è una soluzione definita, c’è la possibilità reale di partire con una parte dei lavori che non pregiudicano nessuna soluzione», ha detto. Per l’ex sindaco di Padova «si tratta di smontare delle parti della centrale che andrebbero smontate in qualsiasi caso. E questo produce lavoro e mette in moto l’occupazione di centinaia di persone. Credo sia giusto continuare sulla strada intrapresa: il futuro la centrale dell’Enel sarà a carbone», ha concluso il ministro. Eppure nel Polesine sono molte le opinioni che alimentano il dibattito su questo tema.I pescatori di Pila e di Porto Tolle non ne vogliono sapere e anche alcuni sindaci del Polesine sostengono che sarebbe assai più conveniente riconvertire a metano la centrale dell’Enel visto che proprio in Adriatico è stato realizzato il grande terminal del rigassificatore. Tutto da azzerare? Ieri il ministro ha dichiarato la propria disponibilità ad un incontro allargato tra Zaia, la giunta veneta e i ministri all’Economia, alle Infrastrutture, al Lavoro e allo Sviluppo. «Attendo solo l’invito da parte del presidente Zaia» ha detto Zanonato che stamattina sarà alle acciaierie Beltrame di Vicenza.

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