Concorsi, in graduatoria entrano 770 medici e 355 specializzandi
venezia. Segnali positivi sul versante del reclutamento del personale da parte di Azienda Zero, la governance della sanità veneta chiamata a fronteggiare la penuria di camici bianchi negli ospedali nostrani. I concorsi e gli avvisi conclusi a tutto il 10 febbraio 2020 hanno permesso di inserire in graduatoria 770 specialisti e 355 specializzandi - informa una nota della Regione - per quanto riguarda il personale del comparto, a tutto il 16 dicembre 2019 erano stati inseriti in graduatoria 9300 partecipanti, a fronte di una richiesta da parte dei direttori delle aziende sanitarie pari 462. Rispetto al futuro prossimo - si apprende - i concorsi per i medici con data fissata per l’espletamento contano su 1596 domande pervenute, delle quali 239 da specializzandi, a fronte di un fabbisogno da parte dei direttori di 270 figure; 1532 sono invece le domande pervenute per il comparto (a fronte degli 84 posti richiesti ).
L’aggiornamento, da parte dell’assessore alla sanità Manuela Lanzarin, è giunto nel corso del tavolo permanente che ha impegnato sedici organizzazioni sindacali nell’approfondimento di tre questioni di grande rilievo: l’utilizzo delle graduatorie concorsuali da parte delle aziende e degli enti del servizio sanitario nazionale; le norme e le problematiche per la stabilizzazione del personale precario; lo stato succitato delle procedure di reclutamento del personale. «Finora», ha spiegato Lanzarin «se un bando aveva 70 posti e mille idonei, si dovevano assumere quei 70 e buttare via la graduatoria, uno spreco insensato. D’ora in poi, invece,le graduatorie potranno essere attivate non soltanto per quanto riguarda i vincitori, ma anche gli idonei». Si è parlato anche dei compensi maggiorati, sia per i medici che operano in condizioni di disagio (emergenza-urgenza, guardie festive e notturne, luoghi isolati e di montagna) che in ottica perequativa, per sanare le disparità retributive a danno dell’Azienda ospedaliera di Padova e di altre Ulss.
A riguardo, gli ospedalieri del Cimo salutano con favore il confronto avviato, ricordando, per voce del segretario Giovanni Leoni, che «il rinnovo di tutta una classe medica del servizio pubblico passa attraversoun percorso condiviso che tenga conto della realtà dei mdici in trincea, che non sono numeri ma professionisti dedicati, della trasformazione al femminile della professione, della possibili e sempre più frequenti gravidanze sincrone ed assenze relative, tra elementi dello stesso reparto, a invarianza della domanda di salute del cittadino-paziente». —
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








