Coronavirus, annullate le finali di Coppa del Mondo di sci a Cortina

Decisione della Fis. Tutti voti contrari alla proposta della Fisi di far svolgere le gare a porte chiuse. Dal punto di vista economico, una perdita stimata in almeno 10 milioni
L'azzurra Federica Brignone
L'azzurra Federica Brignone

BELLUNO. Annullate le finali di Coppa del Mondo di sci a Cortina d'Ampezzo, che erano in programma dal 18 al 23 marzo. La decisione è stata presa nel pomeriggio dal Consiglio di emergenza della Fis. 

La stagione dello sci alpino si concluderà quindi con le gare di Kranjska Gora per quanto riguarda il calendario maschile, e di Aare per il calendario femminile. Le Finali non saranno né recuperate, né spostate in altra sede. 

La proposta della Federazione Italiana Sport Invernali, supportata dal Ministero dello Sport, dal Coni, dalla Regione Veneto e dal Comune di Cortina di tenere l’evento a porte chiuse, ha ricevuto tutti voti contrari ad eccezione di quello dell’Italia.
 
Dal punto di vista economico, una perdita stimata in almeno 10 milioni. «È con grande rammarico che ho preso atto di questa decisione - ha detto il Presidente FISI, Flavio Roda -, ma ogni membro del Consiglio ha motivato la propria decisione di cancellare le finali con le limitazioni che i rispettivi governi hanno loro imposto in relazione all’epidemia di coronavirus. Tutto ciò si è però concretizzato in una grave penalizzazione per il mondo dello sport, che avrà pesanti ricadute economiche sia per la Federazione che per la Fondazione Cortina 2021, che è l’organizzatore dei prossimi Mondiali e sarebbe dovuto essere anche l’organizzatore delle Finali».

“Rispetto alle Coppa del Mondo di Sci ho tenuto contatti tutti i giorni con Malagò, ho sentito più volte il Presidente della FISI Roda, ho sentito il sindaco Ghedina e abbiamo lavorato in squadra per poter svolgere le finali della coppa del mondo di sci a porte chiuse. L’esito purtroppo è quello che dobbiamo rinunciare alla Coppa del Mondo di Sci per l’emergenza coronavirus”.

Così il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta la notizia dell’annullamento delle finali di Coppa del Mondo di Sci a Cortina a causa dell’emergenza sanitaria in corso. “Devo anche dire che la Regione, in accordo con la FISI, aveva presentato una dichiarazione che testimoniava come Cortina non abbia presenza di persone positive e che comunque la situazione sanitaria è sotto controllo. Questo però dà anche una dimensione della percezione che c’è all’estero, sui tavoli internazionali, delle nostre comunità e dell’Italia”.

“Quindi, bisogna pensare che è a una emergenza si somma una seconda non meno grave emergenza: quella economica – continua il presidente - occorre che, a tutela delle attività, delle imprese, della libera circolazione dei cittadini, sia recuperata sotto il profilo reputazionale l’immagine del Paese, attualmente e per chissà quanto tempo ancora percepito dalla comunità internazionale come un problema. Bisogna assolutamente e urgentemente svolgere un’azione di recupero e che il Governo lavori a fondo, non soltanto e soprattutto sul piano della diplomazia, ma anche con campagne di comunicazione, considerato che non si può parlare di un problema soltanto italiano ma ormai europeo e mondiale. Abbiamo la colpa di avere fatto troppi tamponi per precauzione, ciò che ora ci pone all’avanguardia della ricerca mondiale? Non dobbiamo per questo pagarla sul piano internazionale per un problema che riguarda tutti i Paesi”.

La Fondazione Cortina 2021, che organizzava le Finali come test event per i Mondiali del prossimo anno, aveva già prenotato 4.800 posti letto alberghieri solo a Cortina.

Le previsioni dell’evento a porte aperte calcolavano la presenza sulle piste, durante i 6 giorni, dalle 30 mila alle 40 mila persone. Questi utenti avrebbero usato gli impianti di risalita, sia per raggiungere Rumerlo, la finish area, sia per sciare dopo le gare e quindi verrà a mancare tutto l’introito derivante dall’acquisto degli skipass e dai passaggi sugli impianti di risalita locali. Mancheranno poi i benefici che avrebbe avuto il settore commerciale. I fans avrebbero pernottato in zona, e chi fosse arrivato in giornata avrebbe mangiato nei rifugi o nei locali del centro dove il programma prevedeva parecchi momenti di intrattenimento.

I tanti negozi della Conca avrebbero venduto i loro prodotti, avrebbero lavorato i mezzi di trasporto, sia taxi che pullman, i noleggiatori di attrezzature da sci. In poche parole tutto il comparto turistico ne risentirà, con una perdita che si stima dai 10 milioni di euro in su, comprensiva non solo di Cortina, in quanto molti avevano prenotato anche nei Comuni della valle del Boite. Alla Fondazione mancheranno poi gli incassi della vendita dei biglietti che comunque rimborseranno e della vendita dei gadget firmati Cortina 2021 che qualcuno avrebbe comprato.

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