Coronavirus in Veneto, l'accesso al pronto soccorso nel raffronto tra marzo e settembre

PADOVA. La Regione Veneto, inserita nel piano nazionale come area gialla rispetto alle tre fasce di rischio individuate dal CTS per valutare i provvedimenti di contenimento del Coronavirus, sta incontrando difficoltà sempre maggiori nella gestione del sistema sanitario in ragione dell'aumento esponenziale di ricoveri, sia nelle terapie intensive, sia nella cosiddetta area non critica.
Scrive il direttore generale ad interim dell'Area sanità e sociale, Gianluigi Masullo: "In considerazione dello scenario epidemiologico dell’epidemia di COVID-19 e della sua evoluzione, in attuazione del documento ”Aggiornamento del Piano emergenza” adottato dall’Unità di crisi il 22 ottobre relativamente alla Fase 4, nonché al documento “Indirizzi clinico-organizzativi per l’attuazione dell’aggiornamento del Piano Emergenza Autunno” inviato con nota prot. 466241 del 2 novembre us, anche ai sensi dell'art. 11, comma 4, L.R. 19/16, si dispone di sospendere in ogni struttura ospedaliera pubblica e privata accreditata tutta l’attività chirurgica programmata per la quale è previsto il ricovero in terapia intensiva post operatoria e di ridurre l’attività programmata non urgente chirurgica ed in ambito internistico al fine di poter disporre di personale per la gestione dei pazienti Covid, ad eccezione dell’attività non rinviabile in considerazione del quadro clinico e per la quale la prognosi e le gravi conseguenze cliniche sono fortemente influenzate dalle tempistiche di diagnosi ed intervento, in particolare nell’ambito della chirurgia oncologica, tenendo conto della storia naturale della malattia e dei protocolli integrati con chemio e radioterapia adiuvante.Le strutture ospedaliere private accreditate continueranno a garantire il ruolo assegnatogli dalla programmazione rispetto alle reti tempo dipendenti".
Qui sotto trovate il documento diffuso da Azienda Zero e relativo al raffronto tra il periodo 6 marzo-6maggio (colore verde) e il periodo 6 settembre-6 novembre (colore rosso) per ciascuna Unità sanitaria locale del Veneto. Potete fare le vostre considerazioni, la situazione è notevolmente diversa da Uls a Usl.
Il governatore Zaia ha presentato i dati sostenendo che mentre nella fase più acuta del Coronavirus la scorsa primavera gli accessi al pronto soccorso erano molto limitati, in queste settimane c'è stato un boom di persone che si sono presentate, per lo più con febbre o altri sintomi potenzialmente compatibili con il Covid. Il sistema sanitario teme il crash legato a una presenza troppo elevata (e quindi ingestibile) degli accessi alle astanterie.
In qualche caso, ad esempio per la Usl Dolomiti o la Serenissima, il grafico finisce per far collimare i due colori, quindi il numero di accessi giornaliero. In altri casi, come a Treviso, andava peggio a maggio rispetto ai giorni nostri. Notevole la drastica discesa degli accessi alla Uls Euganea attorno a fine settembre. Interessante la differenza nella Uls Pedemontana, soprattutto tra marzo e settembre. E notevoli anche i due picchi su Verona in corrispondenza del 10 e del 26 ottobre.
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