Coronavirus, in Veneto le conseguenze economiche più gravi: Pil in calo del 7%

VENEZIA. Per il Veneto la recessione sarà più dura che altrove. Che lo scenario sia quello di una recessione da tempi di guerra, superiore persino a quella del 2009, è già stato detto. La novità è che il 2020 per il Veneto si candida a essere peggiore rispetto alla media italiana. I dati emergono da un’estrapolazione fatta da Prometeia partendo dal suo studio annuale “Scenari per le economie locali”. In particolare, il Pil regionale quest’anno dovrebbe calare del 7, 1% contro il –6,5% del dato nazionale e il –7% dell’intero Nordest.
Guardando al valore aggiunto per macrosettori, a pagare il prezzo più salato sarà l’industria, con un calo atteso del 12,8%, sostanzialmente in linea con quello previsto per la macroarea e l’intera Penisola. A seguire le costruzioni, con una contrazione del valore aggiunto stimata nell’ordine dell’11,7% (un decimale peggio del Triveneto e due decimali meglio dell’Italia nel suo insieme).
Non sono attese grandi differenze tra la regione e le altre aree prese come comparazione sul fronte dei servizi, visti in calo del 4,6%. Mentre sul fronte dell’agricoltura il Veneto limiterà i danni, con un valore aggiunto atteso in calo del 3,1% contro il 3,9% nazionale, ma peggio del –2% per l’intero Nordest.
A conti fatti la regione pagherà un prezzo più salato della media nazionale per la sua forte esposizione al comparto industriale, il più colpito dal blocco alla circolazione che ci sta accompagnando da settimane, oltre che il più esposto (rispetto ad agricoltura e servizi) ai mercati internazionali, i cui commerci sono destinati a restare paralizzati ancora a lungo per le dimensioni assunte dalla pandemia di coronavirus.
La stessa Prometeia nei giorni scorsi ha pubblicato uno studio che indica per l’anno in corso un crollo dei ricavi nell’ordine del 14%, vale a dire 159 miliardi di euro in valori correnti. Né c’è da essere ottimisti su una robusta ripresa nel 2021, dato che il prossimo anno la risalita dei ricavi nella manifattura dovrebbe essere limitata al 3,1%, meno di un quarto di quanto perso nel 2020. Tanto da far dire a Prometeia che non vi sarà la classica dinamica a V, ma piuttosto a U, con la base molto dilatata nel tempo.
Quanto ai settori di attività, peggio di tutti se la passa la categoria Alberghi e Ristoranti (-26,7% sul 2019), davanti ad Autoveicoli e Moto (-23,6%) e Treni, Aerei e Navi (-22,5%).
«Per l’industria si prospetta un pesante crollo dell’attività produttiva, in conseguenza del lockdown che ha coinvolto le aziende del settore» spiega la senior partner di Prometeia Alessandra Lanza «Dal lato della domanda, la spesa per consumi delle famiglie venete subirà una battuta d’arresto superiore alla media nazionale».
E non è finita qui: «Le difficoltà delle aziende bloccheranno gli investimenti in regione, che sconteranno un crollo più evidente che altrove nella Penisola», aggiunge l’esperta.
Per avere un termine di paragone, nel corso del 2009, l’anno successivo allo scoppio della crisi finanziaria internazionale, il prodotto interno lordo del Veneto era calato del 4,8%.
Quello che si prospetta per l’anno in corso è, dunque, un crollo superiore di 2,3 punti percentuali.
Con quali conseguenze è facile immaginare: se le aziende più grandi dal punto di vista della capitalizzazione e più dotate di liquidità potrebbero in qualche modo ammortizzare il colpo, il calo dei ricavi potrà rivelarsi letale per le migliaia di piccole e medie imprese che caratterizzano il territorio regionale. Aziende in molti casi con buoni fondamentali, ma che difficilmente potranno sostenere l’onda d’urto di una crisi che non ha precedenti dal Dopoguerra a oggi.
Certo, il Governo si è impegnato ad assicurare che non venga meno la liquidità in banca fornendo l’ombrello della garanzia statale sui prestiti, ma questa misura potrà a contenere i danni, non certo evitarli. Perché il problema principale è dovuto alla paralisi totale della domanda per diversi mesi, che sarà poi seguita da una ripartenza che non potrà che essere a ritmo rallentato. —
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