Coronavirus, lettera delle categorie economiche di Padova al governo: "Servono fondi straordinari"

PADOVA. «Questa è la tempesta perfetta: rischiamo una pandemia economica». Non usa mezzi termini il presidente della Camera di commercio Antonio Santocono, solitamente misurato nelle parole ma stavolta realmente preoccupato: «Servono fondi straordinari che dedicheremo in gran parte a risollevare l’immagine ormai compromessa di questo territorio», spiega illustrando la lettera aperta inviata al premier Conte e ai ministri con deleghe economiche Guarnieri e Patuanelli. E Roberto Boschetto di Confartigianato alza la posta: «Ci serve un ministro provvisorio per il Nord». Tutte le categorie economiche sperano, senza chiederlo apertamente, che le misure straordinarie volute da Regione e governo possano cessare il 1 marzo. Per provare a tornare subito alla normalità.
Salute e denaro
Come nel caso dell’Ilva, quando si “scontrano” salute e denaro il crinale diventa pericoloso, l’equilibrismo necessario. «La salute viene prima di tutto. Ma un secondo dopo bisogna guardare l’economia – scandisce Leopoldo Destro, vicepresidente di Assindustria Venetocentro – Non si può distruggere il sistema socio-economico del nostro territorio».
«Abbiamo notizie di esercizi commerciali che chiudono, il settore food in ginocchio, mai così tante disdette negli alberghi in vent’anni – racconta Santocono – Ma non solo: ci sono imprese senza le materie prime che acquistavano dalla Cina. E altre che non riescono a esportare i loro prodotti».
«Il vaccino si può trovare per un virus, non per l’economia – gli fa eco il presidente veneto di Confcommercio Patrizio Bertin – E se un’impresa muore, non risorge». Considerazioni che portano dritte alla lettera aperta al governo, sottoscritta da tutte le categorie. La prima necessità sono fondi straordinari. Sia per il sostegno al rilancio delle imprese che «per ristabilire la reputazione dei nostri territori», aree da 70 milioni di turisti l’anno.
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