Coronavirus, Zaia chiama a raccolta anche i veterinari per i tamponi

VENEZIA. Il bollettino dal "fronte" Covid apre la conferenza quotidiana del governatore Zaia. Nelle ultime 24 ore venti morti, 74 ricoverati, 7 in terapia intensiva, 2436 nuovi positivi.
Il presidente annuncia l'apertura della terapia intensiva del Covid Hospital di Jesolo, avvenuta nella notte tra il 3 e il 4 novembre. "Siamo pronti, oggi tutti i pazienti hanno un posto letto".
Riferisce dell'ultima delibera adottata dalla giunta che prevede la costituzione di un comitato di crisi, un gruppo esecutivo composto da Luciano Flor, Giuseppe Dal Ben, Simionato, Patrizia Benini, Paolo Rosi, Francesca Russo, Fabrizio Garbin, Soppelsa, Maria Cristina Ghiotto e Fattori. Rosi ne è il coordinatore.
Quindi l'allargamento dell'esercito dei tamponatori: Zaia chiama anche i veterinari. "Ho dato mandato alla dottoressa Russo di convocare i rappresentati dei 2450 veterinari veneti", dichiara. "Siamo mammiferi e i nostri veterinari, dopo 53 esami universitari, conoscono l'anatomia e la fisiologia. Sono validi professionisti che potremmo 'usare' per i drive-in. Rappresentano una categoria titolata a praticare questi test senza corsi di formazione".
Per Zaia , il vero tema dell'emergenza si vive negli ospedali. Stamattina ha parteciparto alla consueta maratona di videoconferenze per fare il punto della situazione. "C'è pressione sugli opedali", ammette, "1183 ricoverati vuol dire virtualmente tre grandi ospedali occupati. 70 persone al giorno costituiscono di fatto più di un reparto. Così andiamo a ridurre le attività ordinarie nei Covid Hospital, salvaguardando, però, i punti nascita e le cure agli oncologici e agli psichiatrici".
E ribadisce: "Oggi tutti i pazienti hanno un letto. Altri dieci giorni da 'duri i banchi': montagne russe e turbolenza in volo. I posti letto ci sono, le terapie intensive pure".
Quindi il nuovo appello all'uso della mascherina ovunque. "Non fate errori con la visita a parenti: stiamo registrando un sacco di focolai domestici. Attenzione, la parentela non ci esime dal contagio".
Il tracciamento dei possibili contagi è in affanno. E per questo Zaia torna ad auspicare la collaborazione dei medici di base per dare un servizio ai pazienti con i tamponi. "Nelle prossime ore", dice, "distribuiremo il kit ai medici di famiglia per tamponi rapidi e i dispositivi di protezione. Siamo la prima Regione a testare questa avventura che parte da un accordo nazionale. E, di conseguenza, sperimentiamo anche le relative polemiche. Ma io non potevo aspettare".
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








